«Chiediamo l’esenzione dalle visite di controllo nel periodo successivo alla diagnosi di celiachia ( il così detto “follow-up”) e un’estensione del ticket per acquistare prodotti senza glutine nella grande distribuzione e non solo in farmacia. Come già accade in altre regioni. In qualità di madre, prima che di dottoressa, mi chiedo: se sono povera, mio figlio che fine fa?». A parlare è Teresa D’Amato, presidente AIC (Associazione italiana celiachia) Campania.
«La prevenzione e il controllo – conferma la D’Amato – rappresentano due componenti fondamentali che non possono essere a pagamento. Bisogna venire in contro alle famiglie che versano in stato di degenza. Non può esistere una sanità di serie A e una di serie B».
«Rispetto a dieci anni fa – continua - la consapevolezza, soprattutto quella dei più giovani, è cresciuta tantissimo. E tante sono le strutture alberghiere e di ristorazione che offrono prodotti senza glutine. Questo significa meno rinunce. Ora, però, la sanità si adegui. Noi possiamo realizzare tutta la sensibilizzazione e le manifestazioni di questo mondo, ma se non siamo coadiuvati dalle istituzioni, rischiamo solo di urlare contro il cielo. Abbiamo incontrato la commissione sanità tre volte, senza ottenere nulla. Vedere che si calpesta così un diritto nostro e dei nostri cari, ci fa male come persone ma soprattutto come madri».
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Andrea Fantucchio
