Avellino, il procuratore Airoma: "Criminalità, preoccupano le nuove leve"

Per la criminalità giovanile ha aperto inchieste in concerto con la distrettuale guidata da Gratteri

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Da lunedì Airoma assumerà l’incarico di Procuratore presso la Procura di Napoli Nord

Avellino.  

Il Procuratore della Repubblica di Avellino, Domenico Airoma, ha detto addio ad Avellino "con un pizzico di tristezza ed orgoglio. In questa terra ho avuto modo di conoscere tante persone perbene e oneste desiderose di affermare finalmente un po' di giustizia che fa sempre bene".  Airoma da lunedì assumerà l'incarico di procuratore presso la Procura di Napoli Nord.

Le inchieste di Piazzale De Marsico e il "si può fare"

Durante il saluto alla città il procuratore ha ripercorso alcune delle inchieste più importanti portate avanti da Piazzale De Marsico, condotte con un mantra che lo ha guidato "si può fare, si può fare", anche laddove qualcuno pensava che non si potessero fare e questo è il senso che cercherò di trasmettere ai nuovi magistrati che hanno energie nuove fresche e far qualcosa di importante per questa città e per questa comunità". 

Le sfide complesse

Un percorso, quello intrapreso ad Avellino, durante le quali sono state affrontare sfide complesse. Per il procuratore Airoma gli anni di permanenza in città sono stati "impegnativi, ma anche entusiasmanti sotto molti aspetti". Un percorso, come ogni altro, caratterizzato da luci e ombre. Se la sua azione è stata costantemente indirizzata a far prevalere la giustizia, non sono mancati i momenti di frustrazione accompagnata con "tanti i rammarichi fanno parte del mio mestiere, c'è uno scarto tra la conoscenza investigativa e quello che poi può formare l'oggetto di un procedimento giurisdizionale, cioè di un processo. In questo spazio ci sono i rammarichi in cui molto spesso c'è anche incapacità Le colpe non sono mai solo degli altri, Ci sono tante cose che avrei voluto fare meglio. Quando vedo che cè sete di giustizia e non si riesce, è un fallimento perchè ci sono persone che attendono delle risposte". 

La Dda sulle nuove leve

Il Procuratore ha anche voluto soffermarsi sulle sfide future, quelle che dovranno essere affrontate dai suoi successori. Tra queste c'è la "delinquenza giovanile rappresenta, senza dubbio, uno degli aspetti più preoccupanti e ho trovato molta sensibilità in Nicola Gratteri, procuratore di Napoli perchè è necessario evitare di sottovalutare la riorganizzazione della criminalità in Irpinia. Con Nicola Gratteri abbiamo avviato una serie di indagini in sinergie e in sintonia che credo produrranno anche riusultati nei prossimi mesi. Siamo in fase delicata, l'Irpinia sta vivendo una fase di transizione difficile, con la nascita di nuovi gruppi criminali è importante intervenire in questa fase prima che assumano una strutturazione forte e che quindi possono fare danni notevoli. Ci sono gruppi criminali che si stanno organizzando e per questa ragione ho interessato la distrettuale". 

Il parallelo con il clan Genovese

In merito a questo, il Procuratore ha fatto un parallelo con l’esperienza passata, ricordando il periodo in cui si occupò della nascita e crescita del clan Genovese. "All’epoca c’era il rischio di sottovalutare la situazione, ma poi i risultati hanno mostrato la realtà dei fatti, ha detto, senza mai dimenticare che se non comprendiamo la storia peculiare di un territorio o di una comunità, non riusciamo a fare adeguata prevenzione e repressione".

Le inchieste sulla pubblica amministrazione

Non sono mancati, infine, i suoi riferimenti alla politica locale e alla pubblica amministrazione, un tema che ha caratterizzato il suo mandato e che, a suo parere, è destinato a restare cruciale anche in futuro. La gestione commissariale della città di Avellino, che terminerà in primavera, rappresenta un momento delicato per il futuro della città. "Non posso che augurarmi che la pubblica amministrazione sia guidata da persone che abbiano sempre a cuore la dignità di tutti", ha affermato, lanciando un invito a tutti coloro che avranno la responsabilità di guidare la città nei prossimi anni. "Non solo legalità, ma anche equità, giustizia sociale e rispetto per i principi fondamentali che costituiscono il tessuto della comunità. Non basta parlare di legalità, bisogna mettere in pratica i principi di equità e giustizia. Quando si svolge un concorso, tutti devono essere messi nelle stesse condizioni, senza favoritismi o buste sotto banco”.

L'appello alla comunità

"Ho fatto quello che ritenevo in coscienza di dover fare, ora è il corpo sociale e la comunità a dover fare la sua parte. E' giunto il momento - e credo sia dovere di tutti - di tenere bene presente quali sono i valori sui quali si fonda una comunità che è l'effimero, che non sono le luci affascinanti di concerti o feste che possono anche esserci ma che debbono impaginarsi con rispetto della dignità di tutti gli avellinesi, spero e mi auguro che alla pubblica amministrazione possano arrivare persone che abbiano sempre a cuore la legalità".