di Paola Iandolo
“Rilevata non sussistenza dell’ipotesi di reato astrattamente ipotizzabile a carico dell’indagato si coniuga con la inidoneità degli elementi in atti di formulare una ragionevole previsione di condanna o di applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca”. Questo uno dei passaggi significati del decreto di archiviazione firmato su richiesta della Procura di Napoli, il pm Immacolata Sica, dal Gip Anna Tirone.
A chiedere lo stralcio era stata la stessa Procura. Il procedimento nato dallo stralcio del fascicolo a carico dell’ ex sindaco Antonio Aufiero faceva riferimento a delle contestazioni provvisorie alle ipotesi di reato di corruzione elettorale per l’ ex sindaco Antonio Aufiero, difeso dall’ avvocato Teodoro Reppucci e ad altri nove indagati - difesi, tra gli altri, dagli avvocati Angelo Polcaro, Enrico Matarazzo, Annibale Schettino, Carolina Schettino, Alberico Villani - beneficiari della presunta corruzione, stesso discorso per altri tre indagati per finanziamento illecito a soggetti politici.
La richiesta di archiviazione per gli indagati da parte del pm della Procura di Napoli Immacolata Sica è stata determinata dal fato che per le due ipotesi di reato - in considerazione dei limiti edittali previsti - non rientrano nel novero di quelli per i quali è consentita |’intercettazione ex art. 266 c.p.p., e che gli elementi di prova si fondano unicamente sulle attività di intercettazione. Da qui la decisione di chiedere l’ archiviazione del capitolo dell’ inchiesta su Pratola Serra, quella accolta dal Gip del Tribunale di Napoli.
