di Paola Iandolo
Sono cinquantacinque su cinquantotto gli imputati rinviati a giudizio e accusati a vario titolo di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, falso in atto pubblico aggravato e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona. Dovranno affrontare il processo un avvocato del foro di Avellino, tre medici compiacenti e altre persone che avrebbero simulato gli incidenti. A deciderlo il gup del tribunale di Avellino, Antonio Sicuranza.
Il processo per loro inizierà il 22 settembre 2026 davanti al giudice monocratico Zarrella. Uno ha scelto di patteggiare a dieci mesi di reclusione. Uno straniero è irreperibile e per un altro imputato l'avvocato ha sollevato un difetto di notifica e dunque la sua posizione è stata stralaciata. La Procura di Avellino a luglio scorso ha chiesto il processo per i 58 coinvolti nel filone parallelo all'inchiesta principale, in fase dibattimentale. A firmare l'avviso il sostituto procuratore della Repubblica di Avellino Luigi Iglio, nei confronti di 58 soggetti che avrebbero usufruito dei falsi certificati per ottenere l’indennizzo dalla compagnie assicurative per incidenti in realtà mai avvenuti.
Tra gli indagati ci sono anche tre medici, che già erano finiti nel mirino della Procura e dei Carabinieri nella prima tranche di indagini, che aveva portato anche ad una misura cautelare. Settantasette i capi di imputazione, che hanno ricostruito tutti i sinistri presuntamente falsi. In totale si tratta di 74 falsi incidenti già contestati dopo la misura cautelare eseguita nel giugno del 2022.
