La segreteria regionale del sindacato autonomo polizia penitenziaria della Campania denuncia con forte preoccupazione la gravissima situazione gestionale e di sicurezza che si registra presso la casa circondariale di Avellino, con particolare riferimento alla sezione ex articolo 32.
Secondo il Sappe, la sezione, nata con finalità specifiche, risulta oggi interessata da una promiscuità detentiva definita "estremamente delicata e pericolosa".
Nel reparto, infatti, sono contemporaneamente presenti detenuti sottoposti al regime del 14 bis, detenuti trasferiti per ragioni di incolumità personale provenienti da altre sezioni e che di fatto utilizzano il reparto come “rifugio”, oltre a detenuti appartenenti al circuito alta sicurezza.
Una situazione che, evidenzia il sindacato, starebbe determinando enormi criticità operative e gravissime difficoltà per il personale di polizia penitenziaria, chiamato quotidianamente a gestire "una vera e propria bomba ad orologeria", con evidenti rischi per l’ordine e la sicurezza interna dell’istituto.
A conferma della gravità del contesto, nella mattinata odierna si è verificato un grave evento critico: un detenuto straniero ha incendiato due materassi all’interno della camera detentiva dove era ristretto insieme a un altro detenuto, provocando una densa propagazione di fumo. Entrambi si sono poi chiusi nel bagno della stanza, aumentando il rischio di conseguenze ancora più gravi sia per i ristretti sia per il personale intervenuto.
L’episodio ha imposto urgenti operazioni di gestione dell’emergenza e l’immediata movimentazione di detenuti appartenenti a differenti circuiti detentivi, circostanza che, secondo il Sappe, evidenzia ulteriormente l’assoluta inadeguatezza dell’attuale organizzazione della sezione.
Il Sappe Campania chiede pertanto al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria una verifica immediata presso la Casa Circondariale di Avellino, finalizzata ad accertare le attuali condizioni gestionali della sezione ex articolo 32, le modalità di allocazione dei detenuti e le concrete condizioni operative in cui il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a lavorare quotidianamente.
"La sicurezza del personale, dei detenuti e dell’istituto - conclude il sindacato - non può più essere affidata all’emergenza o alla casualità".
Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, che esprime piena condivisione della denuncia della struttura regionale campana: "Ancora una volta emerge il ruolo fondamentale e insostituibile della polizia penitenziaria, chiamata a fronteggiare situazioni ad altissimo rischio in condizioni operative estremamente difficili. Servono interventi immediati e concreti per garantire sicurezza, tutela del personale e corretta gestione dei circuiti detentivi".
