Avellino, telefoni cellulari e sim nascosti nei tubi: sequestri nel carcere

L'intervento della penitenziaria consente l'importante rinvenimento dei dispositivi

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Avellino.  

Diciassette telefoni cellulari, compresi alcuni smartphone, schede telefoniche e caricabatterie sono stati scoperti e sequestrati all'interno del carcere di Avellino. Lo riferiscono i sindacati della Polizia Penitenziaria, Sappe e Osapp. I dispositivi erano stati occultati nelle intercapedini delle tubature di un padiglione detentivo. La vice segretaria regionale del Sappe, Marianna Argenio, e il consigliere nazionale dell'Osapp, Emilio Fattorello, sottolineano la "brillante operazione messa a segno dagli agenti nonostante persistano problemi di organico e condizioni di lavoro che sottopongono gli agenti a stress e rischi elevatissimi". 

I dirigenti SAPPE  elogiano “il più sentito apprezzamento agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria per l’ennesima dimostrazione di professionalità, intuito investigativo, spirito di sacrificio e assoluta dedizione al servizio”.

“Il rinvenimento di diciassette telefoni cellulari, nascosti con particolare abilità all’interno delle intercapedini delle tubature, conferma ancora una volta l’elevato livello di attenzione e la competenza operativa della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno garantisce sicurezza, legalità e controllo all’interno delle carceri italiane”, dichiarano Capece e Argenio. “Senza l’acume investigativo e la costante attività di vigilanza dei Baschi Azzurri, questi strumenti avrebbero continuato ad alimentare comunicazioni illecite con l’esterno, favorendo traffici criminali e compromettendo l’ordine e la sicurezza dell’istituto”.

Il ruolo centrale della Polizia Penitenziaria contro l’illegalità in carcere

Per Capece e Argenio, “questa operazione rappresenta l’ennesima conferma del ruolo centrale e insostituibile della Polizia Penitenziaria nel contrasto all’illegalità all’interno degli istituti penitenziari. È grazie all’impegno quotidiano del personale se vengono intercettati telefoni, droga e altri oggetti vietati che alimentano circuiti criminali anche dall’interno delle celle”.

Il SAPPE denuncia criticità e chiede l’intervento delle istituzioni

Il SAPPE, tuttavia, richiama ancora una volta l’attenzione delle istituzioni sulle difficili condizioni operative del carcere irpino. “I risultati ottenuti dal personale non possono far dimenticare le gravi criticità che continuano a caratterizzare l’istituto di Avellino”, sottolineano i rappresentanti del sindacato. “Persistono carenze di organico, problemi organizzativi e condizioni di lavoro che sottopongono gli agenti a uno stress continuo e a rischi elevatissimi. La sicurezza viene garantita esclusivamente grazie alla straordinaria professionalità e al senso del dovere della Polizia Penitenziaria, che continua a supplire con il proprio sacrificio alle carenze del sistema”.

Appello al Ministero per organici, tecnologia e sostegno alla sicurezza penitenziaria

Il SAPPE rinnova infine l’appello al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché vengano adottati interventi concreti per rafforzare gli organici, potenziare le dotazioni tecnologiche e sostenere il lavoro della Polizia Penitenziaria, “autentico presidio dello Stato nelle carceri italiane e garanzia imprescindibile di sicurezza per il Paese”.ì