Si chiude con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione il procedimento nato dall’inchiesta su un presunto sistema di raccolta illecita di fondi attraverso il crowdfunding. Erano 25 gli imputati finiti a processo con accuse, a vario titolo, di riciclaggio, associazione a delinquere, truffa ed esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio.
A pronunciarsi è stato il Tribunale di Avellino, con il collegio presieduto dal giudice Scarlato e composto dai giudici a latere Pierpaolo Calabrese e Lorenzo Corona. La prescrizione è intervenuta dopo l’esclusione dell’aggravante della transnazionalità. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro sessanta giorni.
La richiesta di rinvio a giudizio era stata firmata dai sostituti procuratori Roberto Patscot e Fabio Massimo Del Mauro. Gli imputati, difesi da diversi legali, tra cui gli avvocati Gaetano Aufiero, Nicola D’Archi, Gerardo Di Martino, Antonio Rauzzino, Enrico Matarazzo e Roberto Romano, erano finiti al centro di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Avellino in collaborazione con gli agenti di Como.
L’inchiesta sul presunto sistema Ponzi
Al centro dell’indagine, che aveva coinvolto anche sei indagati irpini, l’ipotesi di un’associazione a delinquere di natura transnazionale finalizzata al riciclaggio e all’abusiva raccolta del risparmio attraverso il cosiddetto schema Ponzi, un meccanismo finanziario fraudolento che prende il nome da Charles Ponzi, l’italiano emigrato negli Stati Uniti divenuto famoso per una delle più note truffe finanziarie del Novecento.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sistema avrebbe coinvolto società impegnate nella raccolta di fondi attraverso il crowdfunding, ritenute prive delle necessarie autorizzazioni per operare in Italia. In particolare, le società non sarebbero state iscritte agli albi previsti per i soggetti autorizzati dalla Consob.
Le contestazioni riguardavano presunte attività illecite che, secondo l’accusa, avrebbero oltrepassato i confini nazionali, delineando un quadro investigativo di dimensione internazionale.
Con la pronuncia del Tribunale si chiude il procedimento nei confronti dei 25 imputati. La decisione è stata adottata per intervenuta prescrizione dei reati contestati, dopo l’esclusione dell’aggravante della transnazionalità. Per conoscere nel dettaglio le valutazioni dei giudici sulle singole contestazioni bisognerà attendere il deposito delle motivazioni, previsto entro sessanta giorni.
