Avellino, accappatoio pieno di cocaina per il marito detenuto: obbligo di dimora

Indagata la moglie del detenuto, sottoposta all'obbligo di dimora

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Avellino.  

Tenta di consegnare un accappatoio con cinquantadue grammi di cocaina nascosti nelle cuciture, dentro un pacco destinato al marito detenuto nella casa circondariale «Antimo Graziano»: è l'accusa per cui una donna è indagata dalla Procura di Avellino. Nei suoi confronti è stato disposto l'obbligo di dimora a Caserta.

Il tentativo di introduzione della droga

La sostanza era divisa in sei sottili strisce cilindriche di plastica, infilate nelle cuciture laterali dell'indumento. Il pacco era indirizzato al marito, recluso nell'istituto, e sarebbe stato consegnato dall'indagata all'ufficio rilascio colloqui. Ma subito è stata individuata la sostanza stupefancente e la donna è stata fermata con le contestazioni  di detenzione e introduzione di stupefacenti in carcere, con l'aggravante di aver commesso il fatto all'interno della casa circondariale. L'indagata è difesa dall'avvocato Raffaele Petrillo. La droga è stata individuata dalla Polizia penitenziaria prima di entrare nell'istituto, grazie ai controlli degli agenti e al lavoro del reparto cinofilo.

L'appello del sindacato 

Sul punto è intervenuto Raffaele Troise, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria. «In carcere non si può abbassare la guardia, nemmeno per un minuto – ha dichiarato –. I controlli sono la prima linea della sicurezza: ogni perquisizione, ogni verifica, anche sul più banale degli indumenti, è un argine contro la droga e contro tutto ciò che può minare l'ordine dell'istituto». Il sindacalista ha poi chiesto interventi: «Questa tendenza al sovraffollamento del carcere irpino deve fermarsi. Servono scelte concrete per alleggerire la pressione e permettere a tutti gli operatori una gestione più ordinata, serena e sicura dell'istituto». E ancora: «Questi uomini e queste donne non chiedono medaglie, ma risorse e condizioni di lavoro dignitose».