VIDEO LIVE|Incatenati davanti al tribunale: offesi figli morti

Strage del bus. Le proteste dei genitori esclusi dal processo raccolte da Ottopagine e Ottochannel

“Non ci muoveremo – dice Bruno Giuseppe – su questo possono metterci la mano sul fuoco. La scorsa settimana ci avevano proposto venticinquemila euro da accettare. Altrimenti uscivamo dal processo. Ovviamente abbiamo detto no. E ora siamo qui fuori”.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Incatenati davanti al tribunale di Avellino. Per chiedere di essere ascoltati da una giustizia che li ha lasciati fuori. Letteralmente. (Clicca sulla foto di copertina per vedere il video)

I parenti delle vittime della strage del bus del 2013. Per scelta del giudice sono stati esclusi dalla causa. La motivazione è l'essersi costituiti come associazione troppo recentemente.

Ovviamente di fronte ad una “giustizia” così spietata non potevano che ribellarsi.

“Non ci muoveremo – dice Bruno Giuseppe – su questo possono metterci la mano sul fuoco. La scorsa settimana ci avevano proposto venticinquemila euro da accettare. Altrimenti uscivamo dal processo. Ovviamente abbiamo detto no. E ora siamo qui fuori”.

“Noi – Rosanna Lanuto – vogliamo sapere perché ci sono voluti tre anni per questo processo. Perché i nostri figli e cari erano sul quel bus quando non potevano esserci. Perché la giustizia ora ci lascia fuori. Ma in che schifo di mondo viviamo? In Italia la giustizia è perfetta solo sulla carta”.

"Siamo qui da questa mattina - spiega Michele Conte - incatenati per farci ascoltare. Che criterio ha seguito il giudice Luigi Buono per escludere i parenti di chi su quel bus è morto? Dov'è questa famosa giustizia?"

Ciò che resta è proprio l'amarezza per dei diritti violati. Nonostante la tragedia che ha sconvolto per sempre le vite di queste famiglie.