San Martino, il 1861 riletto attraverso Del Balzo

Venerdì l’incontro del Centro Studi sulla pagina dei briganti

san martino il 1861 riletto attraverso del balzo

Alla Sala Unicef un confronto su Francesco Del Balzo, i fratelli La Gala e l’eccidio del 29 ottobre 1861, tra memoria locale, documenti e ferite civili ancora aperte

San Martino Valle Caudina.  

Il Centro Studi “Carlo Del Balzo” riporta al centro del dibattito una delle pagine più complesse della storia di San Martino Valle Caudina. Venerdì prossimo, alle ore 18, nella Sala Unicef, si terrà l’incontro dal titolo “San Martino 1861: Francesco Del Balzo, i Briganti e le Montagne”.

L’appuntamento, patrocinato dal Comune di San Martino Valle Caudina, nasce con l’obiettivo di rileggere un episodio che segnò profondamente la comunità locale: l’uccisione, il 29 ottobre 1861, in località Valle del Ceraso, del luogotenente Luigi Savoia e dei cinque militi Antonio Clemente, Agostino Zollo, Serafino Pisaniello, Luigi Soldi e Giambattista Teti, attribuita alla banda dei briganti dei fratelli Cipriano e Giona La Gala.

Una ferita nella comunità

Quel fatto non rimase confinato alla cronaca nera dell’epoca. Ebbe ricadute sulla vita sociale, civile e politica del paese, dividendo la comunità tra accuse, difese, sospetti e ricostruzioni contrapposte. Al centro della vicenda finì anche Francesco Del Balzo, allora sindaco, accusato da alcuni di “tradimento o di colpa” e difeso da altri.

La sua figura sarà uno dei punti chiave dell’incontro. Non come semplice personaggio del passato, ma come snodo di una vicenda in cui la storia locale si intreccia con il clima difficile dei primi mesi successivi all’Unità d’Italia, con il brigantaggio, con le tensioni istituzionali e con le paure di una comunità di montagna attraversata da fratture profonde.

Documenti e memoria

Durante l’incontro saranno letti documenti scritti da Francesco Del Balzo e Carlo Del Balzo, testi del Prefetto di Avellino, testimonianze di Serafino Soldi e brani tratti dal processo ai fratelli La Gala. L’intento dichiarato dal Centro Studi è offrire ai cittadini strumenti per comprendere quanto accadde e formarsi un’opinione autonoma.

Non si tratta, quindi, di una commemorazione rituale, ma di un confronto pubblico fondato sulle carte, sulla memoria e sulla discussione. Una scelta che restituisce alla storia locale il suo valore civile: conoscere i fatti, ascoltare le fonti, riaprire le domande.

Una storia che parla ancora

L’iniziativa si inserisce in un percorso di recupero della memoria sammartinese e del ruolo avuto da figure come Francesco Del Balzo e Carlo Del Balzo nella lettura degli eventi che segnarono il territorio. A distanza di oltre un secolo e mezzo, quella vicenda continua a interrogare il rapporto tra istituzioni, comunità e conflitti sociali.

Il messaggio dell’incontro è chiaro: tornare sui fatti del 1861 non significa riaprire divisioni, ma provare a comprenderle. E farlo pubblicamente, dentro una sala civica, significa riconoscere che la storia di un paese appartiene prima di tutto alla sua comunità.