Frigento entra nel club dei borghi più belli d’Italia: gioia e soddisfazione

Punto di massima attrazione per i visitatori, la passeggiata suggestiva e panoramica ai Limiti

Frigento ha un panorama unico grazie alla passeggiata lungo via Limiti che consente di scorgere zone di cinque regioni diverse, dal Vesuvio fino alla Maiella, passando per il Matese e il Vulture...

Frigento.  

Nell’elenco dei nuovi 7 borghi che potranno fregiarsi del titolo di più belli d’Italia c’è anche un irpino: Frigento. 

La lista, diramata il 9 novembre dall’associazione, comprende, oltre al già citato Frigento in provincia di Avellino, Maccagno Imperiale in provincia di Varese, Badalucco in provincia di Imperia, Monteprandone in provincia di Ascoli Piceno, Giano dell’Umbria in provincia di Perugia, Palena in provincia di Chieti, Agira in provincia di Enna.

L’associazione I Borghi più belli d’Italia ha certificato il superamento dei 72 parametri d’ammissione. La rigidità della selezione è una garanzia nei confronti dei visitatori italiani e stranieri e un incentivo a migliorare il borgo in termini di conservazione, rispetto alla qualità della vita per i residenti e nel sistema di accoglienza per i turisti. 

“Siamo davvero felici e soddisfatti – dice Carmine Ciullo, sindaco di Frigento – perché il lungo percorso iniziato nel febbraio 2019 oggi giunge al termine dopo la visita dell’esperto Antonio Luna dei giorni 6 e 7 ottobre scorsi. In quell’occasione l’esperto ha potuto constatare di persona il grande lavoro di squadra messo in campo in questi anni e la passione con la quale il paese si offre da sempre.

Eravamo consapevoli che Frigento fosse una perla d’Irpinia, ma adesso ne abbiamo la davvero certificazione. Soddisfazione ma anche responsabilità.

L’impegno, d’ora in poi, sarà raddoppiato perché abbiamo davanti a noi un cammino che riparte con un successo, ma che deve portare Frigento, i suoi abitanti, le sue attività commerciali e quanti hanno un progetto nel cassetto, a vedere con rinnovata fiducia il futuro. Dobbiamo solo rimboccarci le maniche”. 

Frigento ha un panorama unico grazie alla passeggiata lungo via Limiti che consente di scorgere zone di cinque regioni diverse, dal Vesuvio fino alla Maiella, passando per il Matese e il Vulture.

Ricca è l’offerta architettonica e storica che si apre al visitatore solo passeggiando lungo le stradine del centro storico, grazie alla presenza di una dozzina di palazzi con le attuali fattezze settecentesche. Uno di questi edifici storici, Palazzo De Leo, da qualche anno è la Casa della cultura e ospita il FriMact, un museo che coniuga il passato con la mostra archeologica e il presente con una delle tre raccolte d’arte contemporanea più importanti del mezzogiorno d’Italia. In questo contesto di bellezza, poi, svetta la Cattedrale di Santa Maria Assunta in cielo, un vero scrigno d’arte che ammalia non solo gli appassionati ma anche il visitatore della domenica. Le tele di Antonio Vecchione da Nola, l’altare maggiore in marmi policromi, le statue sette-ottocentesche, l’ipogeo con i resti dell’antica cattedrale e gli scolatoi fanno di questo edificio una tappa imperdibile. Tutto questo è stato oggetto di valutazione e certificazione con i parametri Iso9001 per ricercare e valorizzare le eccellenze italiane.  

Sparsi su tutto il territorio nazionale, adesso i borghi associati sono 361, di questi la flotta irpina ne comprende 7 (Frigento, Gesualdo, Monteverde, Nusco, Savignano Irpino, Summonte, Zungoli). Per i comuni che ottengono il riconoscimento si tratta di una grande occasione di sviluppo economico e sociale, ma anche di assunzione di una responsabilità importante nei confronti degli altri componenti della rete.  

L’interesse è dimostrato dalla lunga lista d’attesa; attualmente sono un migliaio i comuni che hanno chiesto di essere valutati per l’ammissione.  

Fiorello Primi, presidente dell’zssociazione, ha affermato: “Ci congratuliamo con i 7 borghi per il loro ingresso nella nostra zssociazione. Ci sono borghi già affermati e altri che, pur essendo affascinanti e ricchi di tesori artistici, culturali e ambientali, sono meno conosciuti e hanno quindi bisogno del nostro traino per farsi conoscere e apprezzare”.