Ad Ariano Irpino, città simbolo dell’olio di Ravece, c’è un ulivo al centro della rotonda di Cardito che oggi racconta una storia diversa: quella della trascuratezza. Ma, secondo l’ambientalista Felice Vitillo, non si tratta affatto di un caso isolato.
«Quell’albero è solo la punta dell’iceberg», denuncia Vitillo.
L’ulivo, situato in uno dei punti più visibili e trafficati della città, si presenta con rami non potati e una crescita disordinata, mentre alla base l’erba appare tagliata in modo approssimativo. Un’immagine che stride con l’identità di un territorio che fa dell’olio di Olio Ravece un simbolo di eccellenza, cura e tradizione.
Ma il problema, secondo Vitillo, è ben più esteso.
«Ariano è invasa dalle erbacce - afferma - marciapiedi, aiuole e spazi pubblici mostrano segni evidenti di degrado. Non è solo una questione estetica, ma di decoro urbano e rispetto per i cittadini».
La denuncia si allarga così a una gestione del verde ritenuta insufficiente: interventi sporadici, manutenzione non programmata e una generale mancanza di attenzione che finisce per compromettere l’immagine della città.
In questo contesto, l’ulivo della rotonda di Cardito diventa un simbolo ancora più forte. Non solo un albero trascurato, ma il riflesso di un degrado diffuso che coinvolge l’intero paese.
«Non possiamo continuare a definirci città dell’olio se poi lasciamo che il verde pubblico venga abbandonato», prosegue Vitillo. «Serve un cambio di passo immediato».
In vista delle prossime elezioni amministrative, un appello va rivolto a tutti i candidati sindaci: il tema del decoro urbano e della cura del verde pubblico deve diventare una priorità concreta e non solo un punto nei programmi elettorali. Servono impegni chiari, manutenzione costante e una visione di lungo periodo che restituisca dignità agli spazi comuni.
Perché, conclude Vitillo, «la cura del verde è il primo segnale di civiltà di una comunità».
E oggi, quell’ulivo dimenticato nella rotonda di Cardito non è solo un dettaglio trascurato, ma il simbolo di una città che rischia di perdere il legame con la propria identità.
