Comunali, 100mila elettori per 13 sindaci: Ad Avellino e Ariano è sfida a 3

Il caso sorbo Serpico: otto liste ma solo 2 sono "vere"

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Avellino.  

Sono ufficialmente poco più di 100 mila gli elettori dei tredici comuni della provincia di Avellino chiamati al voto del 24 e 25 maggio per eleggere, nelle 136 sezioni elettorali, altrettanti sindaci e 162 consiglieri comunali. Soltanto ad Avellino e Ariano Irpino, senza una vittoria al primo turno, è previsto il ballottaggio due settimane dopo. Tre i candidati nel capoluogo: Nello Pizza (centrosinistra) e i due ultimi sindaci uscenti, Laura Nargi (civica sostenuta da Forza Italia e Fratelli d'Italia) e Gianluca Festa (civico sostenuto da Lega e Udc). Stesso numero di candidati ad Ariano Irpino, secondo comune della provincia: Roberto Cardinale e Carmine Grasso, entrambi del Pd, e l'ex Dg della Asl di Avellino, Mario Ferrante (centrodestra). Nei due maggiori comuni, in palio 32 e 16 seggi. Sei comuni, a partire dal capoluogo, escono dal commissariamento seguito allo scioglimento del consiglio. In tre comuni, (Calitri, Guardia dei Lombardi e San Mango sul Calore) i candidati sindaco Attilio Galgano, Francescantonio Siconolfi e Teodoro Boccuzzi, avranno come avversario il quorum.

Il caso Sorbo Serpico

Tiene banco, ed è sotto i fari della Prefettura, il caso di Sorbo Serpico, il più piccolo dei comuni chiamati al voto: i 537 residenti potranno scegliere tra otto candidati alla fascia tricolore. In realtà, le liste "vere" sono quelle guidate da Maria Teresa Fontanella, sindaco uscente, che sarà sfidata da Antonio De Pascale, ex vice sindaco che l'anno scorso prese le distanze dalla maggioranza. Le altre sei liste, non essendoci l'obbligo della sottoscrizione, sono state allestite prevalentemente da rappresentanti delle forze dell'ordine per usufruire di un mese di permesso straordinario retribuito. Nel comune di Quindici, 1.700 abitanti, sciolto nel 2024 per infiltrazioni camorristiche, è stata esclusa la lista guidata dall'ex sindaco Eduardo Rubinaccio, indagato nell'inchiesta per le false residenze che avrebbero condizionato la sua elezione nel 2015. Rubinaccio ha annunciato ricorso al Tar. Nel comune del Vallo di Lauro, epicentro da decenni della faida tra i clan camorristici Cava e Graziano, restano in campo Carmine Scibelli, sottufficiale dell'Aeronautica Militare, e Alessandro Siniscalchi, figlio di Antonio, sindaco di Quindici dal 1996 al 2002, finito al centro della vicenda giudiziaria per condizionamenti camorristici per la frana del 1998 a Quindici e Sarno.