Dalla neve della Mongolia al caldo torrido e asfissiante dell'Italia. Partiti dalla Cina in bici per raggiungere Parigi. Cinque mesi di viaggio affascinanti. Un'avventura per Phileas, Louis e Edith, tutti e tre di 22 anni dettata dalla passione e voglia di scoprire il mondo, affrontando rischi e pericoli lungo il loro cammino. Dai 70 agli 80 km al giorno.
Studiosi e appassionati di geografia e antropologia, coraggiosi e determinati. Sono arrivati a bordo di una nave al porto di Bari e da qui dritti verso Ruvo di Puglia, Canosa di Puglia, Candela e Ariano Irpino. Ed è proprio qui che abbiamo avuto il piacere di incontrarli nel corso di una delle loro soste. Un incidente di percorso davanti al bar "Dolce Mania" dopo aver gustato un caffè americano e un cappuccino freddo.
Una delle tre bici è in panne a causa della gomma bucata. Ma la sostituzione della camera d'aria è rapida e risolutiva. Un pò di crema protettiva al viso e sulle gambe, una foto di gruppo dal mitico muretto di rione Martiri e via verso la tappa di Benevento, per poi proseguire lungo altre destinazioni prima di arrivare alla meta finale ad agosto.
Di giorno in strada e di notte in tenda. Un cammino fatto di volti, panorami mozzafiato, sorprese, saluti e sorrisi. "Si è proprio questa la parte più bella e affascinante del nostro viaggio. L'ospitalità, la gentilezza della gente come è accaduto al bar, la curiosità degli anziani e dei bambini nel vederci in bici. E' una esperienza che consigliamo a tutti".
Un incontro di quelli da incorniciare anche per noi, che ci ricorda tanto quel motto sempre attuale di Guido Pompeo: "Fai quello che ti fa stare bene", perchè viaggiare come ebbe a dire Cesare Pompeo: "apre la mente".
