Autonomia regionale e sanità, l'appello di Ianniello

Il presidente dei medici: "Così le regioni più ricche diventerebbero sempre più attrattive"

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Benevento.  

Dal Sannio l'appello al Governo in vista della discussione sul regionalismo differenziato e sulle ricadute che l'autonomia regionale potrebbe avere sul sistema sanitario nazionale. Ad intervenire sull'argomento è il presidente dell'ordine del medici di Benevento, Giuseppe Pietro Ianniello, coordinatore nazionale del gruppo di lavoro sulle disuguaglianze in sanità: “Il momento è abbastanza critico per il servizio sanitario nazionale – commenta il presidente dei medici - perché tre regioni del Nord (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna) chiedono il regionalismo differenziato e il 15 febbraio ci sarà un incontro con il Governo. Chiedono che i nove decimi delle tasse versate restino a disposizioni delle regioni – ricorda Ianniello - ma questo creerebbe una situazione di insostenibilità poiché se i soldi restano nelle regioni più ricche si rischia una sanità a doppio livello: in quanto le regioni più ricche saranno sempre più ricche, ma principalmente sempre più attrattive sia per i cittadini che per gli operatori, in quanto sarà possibile fare contratti di lavoro differenziati quindi diventerebbero più attrattive laddove si potrebbe lavorare meglio ed essere anche pagati meglio”.

Un rischio che secondo il dottor Ianniello sarebbe confermato anche dai dati del rapporto Crea Sanità 2018: “Non è una novità, tutti i rapporti degli ultimi anni hanno evidenziato questo divario tra Nord e Sud, ma anche tra alcune regioni del nord in quanto il problema del regionalismo differenziato è trasversale”. Di qui l'appello rivolto ai parlamentari sanniti anche in qualità di coordinatore nazionale del gruppo di lavoro sulle disuguaglianze in Sanità: “Il mio appello è di intervenire sul governo affinché possa prendere in considerazione diversa il progetto del regionalismo differenziato – conclude il presidente Ianniello - tenendo conto di cosa ci dice l'articolo 2 della Costituzione, cioè che la nostra è una Repubblica che si basa sulla solidarietà di natura politica, economica e sociale”.