La Giornata della Memoria, percorso nella coscienza collettiva

In Prefettura la consegna delle medaglie ai sanniti deportati o internati

Benevento.  

Sempre meno i testimoni diretti, sempre più importante la celebrazione del Giorno della Memoria. Contro l'orrore dell'olocausto, per non dimenticare una delle pagine più buie della storia dell'umanità. Questo pomeriggio, nel salone della Prefettura di Benevento, alla presenza delle autorità ecclesiastiche, civili e militari la cerimonia in ricordo delle persecuzioni del popolo ebraico e dello sterminio nei campi nazisti e dei deportati militari e civili italiani. Un momento di ricordo collettivo e privato con la consegna dei riconoscimenti ai sanniti deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra, nell’ultimo conflitto mondiale.

Nell’occasione il Conservatorio ha proposto il progetto “Le Note della Memoria: la musica ‘spezzata’ della Shoah” curato dal M° Rossella Vendemia che si è esibita al pianoforte, insieme ad Aniello del Monaco al flauto, Alessandro Verrillo al clarinetto, Emanuele Procaccini al violino, Emilio Mottola al violoncello e voce recitante Angela Ilario. In maniera particolarmente sentita l’Arcivescovo Andrea Mugione ha richiamato l’attenzione sulla necessità che i giovani sviluppino anticorpi per respingere ogni forma di razzismo e di annientamento della ragione e dell’umana coscienza.

Il Prefetto Paola Galeone ha, quindi, evidenziato l’importanza di questo giorno, per la nostra storia, ma soprattutto per i giovani, perché la memoria tracci un percorso nella coscienza collettiva, che insegni il ripudio dell’indifferenza e di ogni forma di estremismo, per costruire una società basata sul rispetto della dignità umana.

Il Prefetto, con i sindaci di Benevento, Apice, Pago Veiano e San Giorgio del Sannio comuni di residenza dei familiari degli insigniti, ha consegnato agli eredi dei signori Salvatore De Angelis, Giuseppe De Ieso, Michele De Ieso, Donato Di Palma, Giorgio Maffei, Giovanni Russo e Giuseppe Sifo, deceduti, delle medaglie d’onore concesse dal Presidente della Repubblica ai cittadini deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra, nell’ultimo conflitto mondiale, ai sensi della Legge 27 dicembre 2006, n.296.

Al termine della cerimonia è stato eseguito il ben noto brano musicale “La vita è bella” di Nicola Piovani in ricordo di ciò che è stato e che, come ha sostenuto Primo Levi, “può accadere di nuovo e dappertutto …..”.

Nell’occasione è stato anche distribuito agli ospiti il cd, contenente le musiche eseguite, che ha vinto il Premio 2012 “I giovani ricordano la Shoah”, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

La celebrazione ufficiale odierna era stata preceduta nel pomeriggio del 23 gennaio dal significativo intervento del professor Giorgio Sacerdoti, illustre internazionalista docente presso l’Università di Bocconi di Milano e Presidente del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano.

Nel corso dell’evento svoltosi con il patrocinio della Comunità Ebraica di Napoli in Prefettura, Giorgio Sacerdoti ha ripercorso, attraverso il ricco epistolario pubblicato nel libro “Nel caso non ci rivedessimo”, le vicende delle famiglie, entrambe ebree, dei genitori, quella del padre di cittadinanza italiana e quella della madre di nazionalità tedesca, inquadrandole nelle tappe storiche del periodo 1938-45.