«Le nostre rassegne? Siamo a forte rischio. Guarderò cosa succede quest’anno ma non possiamo continuare a rimetterci». Realtà critica quella evidenziata da Mimmo Soricelli, direttore organizzativo de “Il paese dei sogni” e “Anghingò scuola”, due rassegne teatrali rivolte rispettivamente ai bambini e alle scolaresche che contano su undici e nove anni di esperienza. Le porta in scena una compagnia pronta a festeggiare i trent’anni di attività, il Teatro Eidos. «Siamo nati nel 1986 - ricorda infatti Soricelli - quando il teatro ragazzi esisteva poco o per nulla in Italia». E quest’anno le proposte, in partenza a giorni, nascono sotto il segno della forte crisi che connota il settore. «Alla mancanza di fondi che, già da qualche anno ci accompagna, quest’anno si è aggiunta una difficoltà legata agli spazi. Quando la rassegna era già pronta a partire, infatti, la chiusura del Teatro De Simone ci ha costretto a cambiare location. Siamo stati costretti a rivolgerci ad una struttura privata, il Teatro Massimo, con un’ulteriore spesa che determinerà un sicuro deficit». Non bastano, infatti, i contributi che arrivano dai privati che la Eidos ha cominciato a sensibilizzare da qualche tempo, in particolare con la campagna “Adotta una poltrona”. Una formula di sostegno, una sponsorizzazione con la quale si può acquistare un abbonamento al costo di cento euro. In cambio nome e logo saranno inseriti sulle locandine e sul materiale pubblicitario, su un albo esposto in teatro, che farà da sfondo a tutte le interviste realizzate in teatro (inoltre, adottando una poltrona si potrà disporre di un carnet di sette biglietti, corrispondenti ai sette spettacoli della rassegna, che di settimana in settimana potranno essere utilizzati personalmente o donati). Nè certamente basta il costo di un biglietto che resta basso per scelta «Nonostante le difficoltà - ribadisce ancora Soricelli - abbiamo tenuto bassi i biglietti per consentire a tutti di continuare a seguirci. Non ci sembrava giusto rincarare i prezzi anche perché, negli anni, abbiamo fidelizzato un pubblico di appassionati sia per la rassegna della domenica pomeriggio che per quella delle scuole». Il momento di difficoltà è generale e le azioni per reagire non certo semplici da attuare, ma oltremodo necessarie. «Tutto quello che si muove sul territorio va aiutato. Non avrebbe senso l'esistenza stessa di un assessorato alla cultura in caso contrario». Soricelli è deciso «Il nostro è un lavoro come un altro, e come tutti gli altri produce ricchezza, non solo immediatamente, ma anche nel tempo. Ma per reagire occorrono politiche culturali adatte. Non possiamo dimenticare che, anche quest’anno, l’assessorato alla Cultura del Comune di Benevento ci aveva messo a disposizione il De Simone. Poi la possibilità è venuta meno e ci siamo trovati in una condizione di difficoltà oggettiva e facilmente valutabile. Le cose sono sotto gli occhi di tutti, i calcoli possono esser fatti semplicemente. Il biglietto per un nostro spettacolo costa sei euro...». Ma l’empasse va assolutamente superato con decisioni coraggiose «Sta nelle scelte politiche di un assessore decidere cosa sì e cosa no. Ma allo stesso modo deve avere un ruolo anche nella crescita culturale della cittadinanza». E allora, per superare almeno uno dei problemi, torna l’ipotesi di una struttura pubblica, magari una sala più piccola, da affidare alla gestione di una o più compagnie teatrali. «Credo fermamente che le strutture pubbliche, viste anche le difficoltà che il pubblico ha a mantenerle aperte, debbano essere date in gestione a chi questo mestiere lo fa e lo ama. Chi svolge questo lavoro ci tiene a conservare bene il posto dove lo realizza. Questo spazio diventa un po’ come la propria casa...». Un sì deciso, occasione per rispolverare tentativi che contano molti anni. «Era il 1989 quando - prosegue Soricelli - dopo uno spettacolo con diverse realtà del territorio (il Canzoniere della Ritta e della Manca, Aton con il coreografo Dino Verga e il maestro Leonardo Quadrini) avanzammo la proposta di uno spazio da gestire in condivisione. Proposta che non fu neanche presa in considerazione... ma da allora la situazione è nettamente cambiata».
Le nostre rassegne sono a forte rischio
Sulla questione teatri chiusi Soricelli (Teatro Eidos): «Date gli spazi a chi li ama»
Benevento.
