«Donne attente agli insulti, sono la base della violenza»

Alda Parrella (Exit Strategy): «Anche quando si vuole offendere un uomo si 'usa' una donna»

Benevento.  

«Anche quando si vuole offendere un uomo lo si fa insultando una donna che gli è cara. Dal più classico “cornuto” al “figlio di...». E' l'analisi di Alda Parrella, presidente dell'associazione sannita Exit Strategy, che così commenta il dato rilevato dalla Mappa dell'intolleranza di Vox che inchioda il Sannio in fatto di misoginia, guardando i tweet. «Un quadro che non mi sorprende - commenta Parrella –, lavoro al progetto Exit, che si occupa di offrire sostegno alle donne che subiscono violenze, da quasi quattro anni e sappiamo bene che gli insulti sono alla base dei comportamenti aggressivi sia in famiglia che sul lavoro. A questo si aggiunge una questione più strettamente linguistica che ha diffuso l'uso dell'offesa contro le donne quasi abbassando il suo grado di gravità». Una riflessione maturata dall'esperienza affrontata prima con la fondazione e la nascita del gruppo e, da un anno circa, con uno sportello d'ascolto. «E' un dato che fotografa bene la condizione delle donne. I racconti di violenze fisiche o psicologiche raccolti dal nostro sportello cominciano quasi tutti dalle offese, dagli insulti. Anche nel mondo del lavoro per molti uomini è intollerabile vedere una donna al vertice. E ci si sfoga con le offese, soprattutto quelle che riguardano la sfera sessuale». L'ultima indagine eseguita dal gruppo risale a due anni fa. Un monitoraggio sulle donne di Benevento e della provincia, con la somministrazione di oltre mille e 500 questionari, che ha fatto emergere dati non certo positivi. «Al di là dei casi più tragici di omicidio-suicidio, pure avvenuti nel Sannio – spiega Parrella –, la situazione è davvero grave in particolare riguardo ad una errata percezione della violenza. Un errore commesso innanzitutto dalle donne che spesso la concepiscono come una normalità da accettare senza reagire. E' il caso da applicare a donne culturalmente meno elevate. Le altre, purtroppo, pur riconoscendo la violenza la subiscono lo stesso in nome, però, del decoro e dell'apparenza. Insomma in entrambi i casi il risultato è lo stesso». Difficile convincere le vittime di violenza a denunciare e cambiare la propria vita. «I casi sono tanti anche se pochissime poi riescono a farsi aiutare. E' per questo che alle donne che subiscono offese verbali mi sento di raccomandare attenzione. Si parte spesso da lì. E' un retaggio della situazione sessista che connota il nostro Paese».

di Mariateresa De Lucia