Superare le barriere virtuali che impediscono l’accesso alla comunicazione ed all’informazione digitale. E’ questo il senso dell’intesa tra Inail (Istituto Nazionale Infortuni sul lavoro) e Informatici Senza frontiere che ieri, a Benevento, hanno presentato “inform@bili - Abili con Internet” corso di “comunicazione digitale” rivolto ad un gruppo di invalidi del lavoro. «Questa proposta - ha chiarito in apertura dell’incontro - Mariagrazia Memmolo, dirigente Inail Avellino e Benevento - testimonianza l’impegno della sede sannita nei confronti delle persone e delle loro necessità. In particolare risulta essenziale che le loro domande vengano accolte e comprese. In Italia - ha proseguito - i disabili mappati sono 4 milioni e 100, il 7 per cento della popolazione, e allora questi progetti risultano più che necessari. Infine - ha concluso - se l’Inail si impegna per il reinserimento delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, è essenziale svolgere anche una funzione attiva per quel che riguarda prevenzione degli infortuni e sicurezza».
Anche Mennato Magnolia, coordinatore comitati provinciale Inail, ha lodato l’iniziativa. «Questo progetto - ha poi specificato Anna Villanova Responsabile Sede Inail di Benevento - è nato dopo il congresso nazionale di Informatici senza frontiere, che si è svolto a Benevento nell’otttobre scorso. Da lì ho capito che potevamo costruire qualcosa insieme e in questo modo cerchermo di dare risposta ai bisogni dei partecipanti al corso. Sarà un’esperienza che arricchirà tutti, un percorso condiviso che è anche sperimentale perché è la prima volta che si svolge e potrebbe essere un esempio per altre realtà».
A Carmine Catalano, rappresentante di Informatici Senza Frontiere il compito di illustrare le finalità della onlus nata nel 2005. «Il nostro intento - ha chiarito - sta nel superamento del digital divide e nel pieno accesso alle nuove tecnologie, sviluppando progettio rivolti soprattutto a favore delle persone svantaggiate. Ben tredici le sezioni della nostra onlus in Italia. La base del nostro impegno è la scarsa conoscenza tecnologie che spesso può innescare o amplificare meccanismi di esclusione socio economica. Un progetto no profit che con numerosissimi campi di applicazione».
«Mettere in atto le finalità dell’Istituto attraverso il reinserimento degli infortunati in ambito sociale e lavorativo è il fine di questo corso» ha chiarito la funzionaria responsabile del progetto, Giuseppina Carrillo. «Il progetto sarà anche uno spazio ricreativo per confrontarsi e scambiarsi idee ed esperienze e magari anche per tirar fuori esigenze diverse e nuove ipotesi su cui lavorare».
di Mariateresa De Lucia
