Il capoluogo terzo in Italia, secondo Legambiente, per inquinamento da polveri sottili. Poi l'allagamento del cantiere della Colonia elioterapica e, da ultimo, il crollo dell'argine lungo il fiume Sabato. Ce n'è abbastanza, secondo una nutrita pattuglia di sigle ambientaliste della provincia (Cai, Entroterra; Fai, Forum salviamo il paesaggio, Lipu, La Cinta onlus, Lerka Minerka, Fiab - Sannio in bici, Slow Food e Wwf) per lanciare un durissimo attacco all'amministrazione cittadina: «Immagini isolate oppure della realtà concreta che rappresentano una città allo sbando governata da una classe politica disattenta ai problemi ambientali e della qualità della vita?», è la domanda che si pongono.
Nel mirino, una serie di cause che hanno inciso sull'alto livello di inquinamento atmosferico: a cominciare dal traffico urbano «i cui caratteri sono davanti agli occhi di tutti: caos di auto private, l’inconsistenza dei servizi pubblici, la mancanza di metodi alternativi se si eccettua la sperimentazione del bike sharing della Provincia (purtroppo a singhiozzo per i cronici ritardi negli interventi di manutenzione)». Nel mirino delle associazioni anche la mancata installazione « di elettrofiltri sulle canne fumarie, che in altre realtà hanno portato ad un abbattimento delle polveri sottili di oltre 85%». Col Comune che potrebbe favorire lo sgravio fiscale per questi strumenti.
L'altro fronte, il crollo lungo il fiume: «Colpisce il fatto che sia avvenuto in adiacenza allo scarico del collettore fognario, facendo sorgere il sospetto di un lavoro mal eseguito che in presenza di una sollecitazione appena fuori dall’ordinario ha determinato quello che sappiamo. Gravissimo è stato il taglio della vegetazione lungo l’alveo del fiume che avrebbe evitato l’erosione della sponda. Storia diversa appare quella dei danni al cantiere nell’alveo del fiume adiacente la via Grimoaldo Re».
E qui si parla della riqualificazione della Colonia elioterapica: «Il progetto ha voluto scimmiottare le grandi città fluviali che possiedono corsi d’acqua navigabili, quindi dotati di pontili galleggianti, servizi e passeggiate, ma il fiume Calore non è così. Inoltre la giunta ha la memoria corta dimenticando che a 400 metri c’è l’accesso del parco archeologico fluviale di Cellarulo dove, dopo una pessima progettazione c’è stata una pessima realizzazione tanto che la magistratura sta ancora indagando - è l'atto d'accusa - . Ma sarebbe il caso di adoperarsi per una rapida conclusione delle indagini ed una restituzione dell’area alla cittadinanza recuperando il rapporto con il fiume citato nelle suddette delibere. Invece, molto discutibilmente, per realizzare la discesa nel letto del fiume si stanno realizzando opere di cementificazione, restringendo la sezione idraulica». Nel mirino anche la sopraggiunta programmazione territoriale «di cui non si è tenuto conto». Con una postilla: «Se l'amministrazione comunale ci tiene tanto a dare alla cittadinanza delle aree verdi adiacenti i corsi d'acqua ricordiamo che “Lungo Sabato Boulevard” attende ancora di essere ultimato. Mentre resta sempre più che mai attuale la proposta di noi associazioni ambientaliste di un Parco, agricolo, verde, archeologico dell'antica Via Appia».
