Comune: altri 7 milioni per il Fondo Rotativo

Dal ministero dell’Interno in arrivo ossigeno per le casse di Palazzo Mosti

Benevento.  

Sette milioni in più da utilizzare per coprire le esposizioni debitorie ma anche per far fronte alle esigenze di cassa. Ossigeno che entra nelle casse del Comune di Benevento, grazie ai riscontri positivi forniti, ed in via di inoltro, al Ministero dell’Interno. Il Viminale, infatti, aveva nei giorni scorsi inoltrato una corposa documentazione al Comune per accertarsi dello stato di attuazione del piano di Riequilibrio approvato lo scorso agosto: in buona sostanza, quesiti e richieste di chiarimenti necessari per approfondire l’attuale stato di salute dell’Ente e delle sue casse. Un quadro articolato che spazia dalle municipalizzate alle dismissioni del patrimonio immobiliare, passando per i debiti accumulati fuori dalle previsioni di Bilancio, fino alle spese per il personale. Una serie di richieste al quale gli uffici tecnici del Comune si stanno preparando a rispondere in maniera formale, dopo aver già affrontato le singole questioni in precedenti approfondimenti. Nel Piano di Riequilibrio, come deciso dal Consiglio Comunale, era disciplinato anche l’accesso del Comune al cosiddetto fondo rotativo, somme che si sarebbero dovute avvicinare ad un importo complessivo di circa 10milioni su base annua. Ed è esattamente concentrata su questo aspetto la buona nuova, non ancora ufficiale, ma già data per certa dalla politica e della struttura amministrativa. In settimana è atteso l’ok definitivo che dovrebbe accordare il surplus di provvista economica consegnata al Comune che appare talmente sicuro di ottenere il via libera, da aver già approntato un piano per l’utilizzo delle risorse accessorie. Si passerà dai 10 originali ai circa 17 milioni che sono stati anticipati per le vie brevi, frutto del riscontro al quadro positivo che dovrebbe essere cristallizzato nelle risposte all’approfondimento. Sicuramente, tra due sono le priorità emerse durante l’analisi legata al miglioramento del quadro economico: la prima sembra essere legata alla riduzione della pressione fiscale esercitata dall’Ente e l’altra, invece, sarebbe legata alla riduzione del periodo di esistenza per i mutui contratti.