Dal L@P Asilo 31 arriva una nuova nota che ricostruisce il loro punto di vista sulla questione morosità e su quelli che, a loro dire, saranno i prossimi sviluppi della vicenda:
«Dopo aver paventato per diversi mesi la storia delle morosità nonostante l'esistenza di chiari atti ufficiali che attestano la possibilità di gestire e utilizzare la struttura di Via Firenze ora il Comune nelle prossime ore solleverà un ulteriore pretesto pur di mettere il bavaglio ad un'esperienza di impegno sociale come L@p Asilo 31. Vi anticipiamo cosa hanno deciso in queste ore i signori di Palazzo Mosti.
I Servizi Sociali infatti con una nota ufficiale dichiareranno di aver collaborato in questi anni con la Cooperativa Sociale Rappss ma che non esiste alcun rapporto con L@p Asilo 31 come se le due cose fossero due entità distinte e separate dimenticando invece che si tratta semplicemente della stessa cosa e che giuridicamente tra l'altro esiste soltanto la cooperativa sociale dato che il L@p Asilo 31 è il progetto di centro polifunzionale per giovani e anziani che la cooperativa ha creato in questi anni così come del resto già relazionato agli uffici competenti nell'anno 2012 con annessi il regolamento interno e recentemente nel dicembre 2014. Un escamotage che non fa altro che dimostrare ancora una volta l'entità politica della controversia mascherata di volta in volta per problemi tecnici.
Preferiscono ovviamente ai Servizi Sociali sostenere e finanziare le attività che puntualmente non vengono svolte come ad esempio il centro di aggregazione giovanile che doveva nascere a Santa Maria Degli Angeli, che è stato finanziato ma mai avviato.
Fanno paura le attività del L@p Asilo 31 inteso appunto come centro polifunzionale di giovani e anziani, come punto di riferimento per il Rione Libertà, hanno paura dell'esercizio di democrazia di Asilo 31, del fatto che esso sia diventato un punto di incontro per le persone che hanno problemi sociali e di conseguenze hanno deciso di rivendicare diritti.
I diritti non si rivendicano come per costituzione ma bisogna elemosinarli per questo danno fastidio le nostre attività e per questo adesso si inventano un ulteriore pretesto per mascherare la verità. Noi siamo gli stessi dal momento della nascita e abbiamo agito sempre nel rispetto ed in sintonia al nostro statuto e al nostro regolamento interno e le nostre attività le conoscono tutti gli uffici competenti dal 2010. Il vero problema è che nel 2010 queste attività erano considerate un fiore all'occhiello e un oggetto di vanto oggi invece sono disconosciute da tutti perchè troppo scomode».
