Tangente su metanodotto, trascritte altre intercettazioni

La decisione del Tribunale nel processo per tentata estorsione

Benevento.  

E' stata occupata dalla deposizione di uno dei due imputati già condannati a 2 anni e 6 mesi con rito abbreviato - Marino Tascione, 55 anni, di Casalbore, assistito nell'occasione dall'avvocato Antonio Barbieri -, che ha escluso rapporti con gli altri, l'udienza del processo a carico di Carmine De Rosa (avvocato Achille Cocco), 35 anni, e Vincenzo De Rosa (avvocato Fabio Russo), 39 anni, di Paduli, accusati di concorso in tentata estorsione in un'indagine dei carabinieri su due attentati incendiari ai danni di altrettanti cantieri, a Casalbore e Paduli, aperti per la costruzione di opere per il metanodotto Snam.

Il Tribunale ha inoltre disposto, così come chiesto dal pm Flavia Felaco, la trascrizione di altre telefonate intercettate, rinviando al prossimo 18 ottobre l'ulteriore appuntamento in aula.

Secondo gli inquirenti, l'obiettivo sarebbe stata l'imposizione al rappresentante dell'impresa appaltatrice del pagamento di una tangente di 40mila euro, in cambio di protezione. Il primo 'avvertimento' risale alla notte tra il 6 ed il 7 agosto del 2017, quando erano stati dati alle fiamme, a Casalbore alcuni mezzi dell'impresa; dopo circa un mese, stessa sorte per un furgone, sempre all'interno dell'area del cantiere, ma a Paduli.

Come si ricorderà, le due persone già condannate, anche al risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede, in favore di un'impresa, parte civile con l'avocato Alexia Celllerino – l'altra è Diego Spina, 41 anni, di Casalbore-, e i De Rosa erano stati destinatari nel novembre 2017 di misure cautelari poi attenuate e revocate dal Riesame e dallo stesso Gip che le aveva adottate.