“Provo soddisfazione specialmente dal punto di vista personale. Queste cose segnano tanto ed io mi sento sempre in debito con la mia famiglia che ringrazio al pari degli amici che mi sono stati accanto durante questi anni”.
Così il l'ex sindaco di Benevento nell'intervista rilasciata ad Ottopagine.it e Ottochannel.tv dopo l'assoluzione nel processo Mani sulla città che si è concluso mercoledì con l'assoluzione e la prescrizione di alcuni reati per 36 dei 40 imputati. Un'inchiesta deflagrata l'8 gennaio del 2013 a Benevento, con un blitz scandito dall'esecuzione di più misure cautelari, poi attenuate e revocate.
Indagini del sostituto procuratore Antonio Clemente e della Digos su appalti e forniture di beni e servizi del Comune di Benevento e in particolare sulla pedonalizzazione del centro storico, sul Parco archeologico e del verde di Cellarulo, sui rapporti con alcuni imprenditori e sulla cooperativa San Valentino.
“Grazie a tutti coloro che mi hanno chiamato – ha affermato Fausto Pepe -, più di quelli che immaginavo ma ora va aperta una riflessione. L'amministrazione – rimarca l'ex primo cittadino - doveva essere giudicata non solo dai cittadini ma anche dalla politica, innanzitutto dalla politica che governava e da un partito democratico che si è sempre un po' astenuto ed ha fatto male. Oggi – ha concluso - è il momento di rileggere quella storia e di capire cosa in quegli anni è stato fatto di buono e come si può ricostruire un futuro come alternativa all'attualità”.
Fausto Pepe ricorda poi quei momenti con rammarico, con rabbia: “In quei giorni in strada a mio figlio facevano il gesto delle manette. Questa è stata una cosa che mi ha fatto male e non poco”. In ultimo l'ex primo cittadino afferma: “Al di là dei risultati politici le persone non vanno mai messe da parte, sopratutto quando si perde. Questa deve essere una grande lezione per chi si definisce di sinistra”.
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