Ordine avvocati, "9 consiglieri incandidabili e ineleggibili"

Ricorso al Cnf del gruppo Rinnovamento, guidato da Vincenzo Regardi

Benevento.  

Hanno depositato un ricorso, curato dagli avvocati Silvio Bozzi e Stefano Tangredi, al Consiglio nazionale forense, per chiedere l'annullamento del verbale della Commissione elettorale, di tutte le operazioni che hanno consentito la candidatura dei colleghi ritenuti incandidabili, e della loro proclamazione come eletti al Consiglio dell'Ordine forense di Benevento ed Ariano Irpino.

In calce all'atto, con l'esclusione di quello di Rita Tretola, fuori città, i nomi dei legali che all'appuntamento con le urne (11-13 aprile) si sono presentati nel gruppo Rinnovamento, che indicava alla presidenza Vincenzo Regardi: Stefano Tangredi, Nazzareno Lanni, Attilio Cappa, Vincenzo Sguera, Giuseppe Cilenti, Fabio Pannone, Claudio Barbato, Alessio Lazazzera, Daniela Miracolo, Nicoletta Camilleri, Vincenza Stefanucci, Maria Iele, Assunta Ventorino, Maurizio Lepore, Antonio Ferrara, Filomena Di Mezza, Angela De Nisco e Nicola Covino.

Nel mirino una questione che ha agitato la campagna elettorale: l'incandidabilità e l'ineleggibilità degli avvocati che hanno svolto già due mandati consecutivi. Una condizione nella quale – questa la loro argomentazione– si trovano nove dei ventuno consiglieri che siedono nel parlamentino: otto dei diciassette rappresentanti di Iniziativa forense che ha vinto le elezioni (Alberto Mazzeo, riconfermato alla presidenza, Antonio Lonardo, Alfredo Martignetti, Stefano Collarile, Francesco Del Grosso, Francesco Angeloni, Antonio Leone e Domenico Vessichelli) ed Elena Guida, che non faceva riferimento a nessuno dei due schieramenti, “che ricoprono la carica, ininterrottamente, di consigliere dell'Ordine dal 2002, i più anziani, e dal 2010 i più giovani”.

Viene invocata “l'applicazione dell'articolo 3 della legge 113 del 2017 e dell'articolo 11 quinquies del Dl 135 del 2018 che disciplinano il requisito di ineleggibilità di coloro che hanno svolto la carica di consiglieri per due mandati consecutivi”. Norme “allo stato vigenti”, anche se la loro “legittimità è stata rimessa all'esame della Corte Costituzionale, e quindi bisognerà attendere l'esito del giudizio per accertare la loro definitiva vigenza”. Secondo i ricorrenti, la legge 113 “è chiara nell'affermare due principi: l'ineleggibilità di coloro i quali abbiano svolto due o più mandati consecutivi; l'incandidabilità di costoro se non dopo un periodo di fermo pari a quello in cui si è svolto il mandato”.

La ratio della norma “appare di solare evidenza: evitare la prolungata occupazione della carica istituzionale per unperiodo superiore a due mandati consecutivi”.

Quanto alla portata della disposizione, “messa in discussione soprattutto in riferimento al computo dei mandati svolti precedentemente all'entrata in vigore della legge”, viene sottolineato che il Dl 135 rende “ancora più chiara la ratio della norma, esplicitata dalla sentenza delle Sezioni unite della Cassazione".