“Al Comune di Benevento, non si riesce a trovare proprio la quadra, esclusa dalla graduatoria delle finaliste come Capitale della Cultura, la colpa è naturalmente sempre degli altri. Fondi improvvisamente revocati al Settore Servizi Sociali, mi spiace per i 7 ragazzi a cui non daranno più i 700 euro al mese, la colpa sarà certamente del Ministero”.
Così Nicola Danilo De Luca, ex amministratore comunale in un duro intervento contro l'amministrazione.
“Vabbè, continuiamo ad andare avanti così, risolveremo con qualche taglio di nastro nei prossimi giorni, o con l'organizzazione di qualche evento ludico che distragga i beneventani dai problemi che hanno. D’altronde anche gli antichi romani avevano la stessa strategia politica: panem et circenses; come se non bastassero le feste religiose.
Peraltro grazie a Mastella negli anni di quattro notti di luna piena abbiamo goduto di spettacoli bellissimi, straordinari; oggi francamente diciamo che la qualità lascia molto più a desiderare. L‘amministrazione potrebbe prestare più attenzione alle strade, rimediare alle troppe buche che affliggono gli automobilisti.
Ancora suggerisco mestamente di considerare, il doppio senso a via del Sole, evitando di pensare a progetti di 30 anni fa, le gallerie francamente superate a meno che non si tratti di altro, in questo modo consentirebbe ad un quartiere come via Avellino, via Saragat, fortemente ripopolato e disincantato dalle promesse elettorali puntualmente disattese.
Per non parlare delle difficoltà che hanno quei cittadini che scendendo dal Viale Atlantici al semaforo di via delle Puglia hanno difficoltà a svoltare a via Avellino, infatti molte auto si piazzano al centro della carreggiata impedendo di fatto il deflusso delle auto che seguono con semaforo verde; ma sono solo piccoli problemi dei cittadini.
Infine ricordo al Sindaco Mastella, che ha l’autorità di prendere qualunque decisione, che sono le scelte più impopolari all'inizio, a far crescere la propria collettività. Vedasi pedonalizzazione del Corso Garibaldi laddove l’opposizione dell’epoca Fausto Pepe, Raffaele Del Vecchio, Cosimo Lepore ed altri raccoglievano le firme contro la realizzazione dell'opera. Il sottoscritto e i socialisti pur facendo anche essi parte dell'opposizione all'epoca votarono invece a favore ed erano presenti alla posa della prima pietra”.
