Berritto: "L'acqua non è una merce, il referendum del 2011 lo ha già detto"

Solidarietà a padre Alex Zanotelli da parte di Federconsumatori Campania

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Dal Sarnese Vesuviano a Caserta, da Benevento ai comuni a nord di Napoli, l'intera regione scivola verso una gestione privatistica dell'acqua. La richiesta: ritiro delle gare avviate dall'Ente Idrico Campano...

 

"Presentare il passaggio a Spa come una tutela per i cittadini, di per sé, significa chiedere ai napoletani un atto di fiducia che nessuno ha finora motivato".

È netto il commento di Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania Aps, sulla decisione di trasformare Abc da azienda speciale in società per azioni pubblica - una vicenda che riguarda un milione di napoletani e il bene comune per eccellenza, e sulla quale l'associazione ritiene doveroso entrare nel merito.

"Ci viene ripetuto da settimane - continua Berritto - che cambia soltanto la forma giuridica, che il capitale resterà pubblico al cento per cento, che lo statuto sarà blindato. Ma questa città ha una memoria, e conosce bene cosa ha significato, qui da noi, la SpA totalmente pubblica: si chiama Anm, si chiama Asia, si chiama Napoli servizi.

Tutte pubbliche al cento per cento, tutte accompagnate al debutto dalle medesime rassicurazioni che oggi ascoltiamo di nuovo. Si domandi, l'amministrazione, ai cittadini che aspettano un autobus o che convivono con i cumuli di rifiuti, se la proprietà pubblica del capitale li abbia realmente tutelati. La garanzia non sta nel titolo della società: sta in ciò che quella società è obbligata a fare e, soprattutto, in ciò che le è vietato fare".

Federconsumatori Campania Aps manifesta, intanto, piena e convinta solidarietà a padre Alex Zanotelli, da sempre impegnato nelle iniziative a tutela dell'acqua pubblica, al quale è stata negata un'importante interlocuzione con il sindaco di Napoli, che si è rifiutato di incontrarlo. «Il mancato incontro con un 87enne che manifesta tutti i giorni per questa causa - osserva Berritto - solleva un problema di metodo nel modo in cui il sindaco Manfredi affronta la dialettica.

Non è una questione di galateo istituzionale: quando una comunità chiede di essere ascoltata e non trova interlocuzione, il tema non è più soltanto l'acqua, è la partecipazione democratica".

Il primo dei tre aspetti che Federconsumatori Campania Aps intende sottolineare riguarda la natura stessa del bene. L'acqua non è una merce, non è un fattore di guadagno economico: il referendum del 2011 non ha chiesto agli italiani di gestire l'acqua con capitale pubblico, ha chiesto di sottrarla al mercato. «È un principio, non un cavillo – spiega il presidente -. L'azienda speciale è un ente di diritto pubblico privo di scopo di lucro; la società per Azioni, per definizione del codice civile, è un soggetto di diritto privato costruito per produrre utili.

Si potrà blindare quanto si vuole, ma la natura giuridica resta quella che è, e con essa arriva l'obbligo sostanziale del pareggio di bilancio anche per la nuova società. Quando quel vincolo si scarica su un servizio essenziale, il rischio per le famiglie ha un nome che conosciamo tutti: l'aumento delle tariffe".

Il secondo aspetto è la deriva che le privatizzazioni dell'acqua stanno assumendo nell'intera regione Campania, un quadro più ampio di quanto appaia guardando alla sola Napoli. Sono in atto tentativi di privatizzazione nei comuni a nord del capoluogo, a Caserta e provincia, a Benevento; nel Sarnese Vesuviano la privatizzazione è già presente con la Gori. Praticamente l'intera regione Campania va verso una gestione privatistica dell'acqua.

"Non stiamo discutendo di un caso napoletano. Stiamo discutendo di un percorso regionale che procede provincia per provincia, mentre i cittadini vengono informati a cose fatte. E noi che quei cittadini li riceviamo tutti i giorni sappiamo dove va a finire il conto: sulle bollette delle famiglie più fragili, sulle fasce a rischio esclusione sociale, su chi già oggi fatica ad arrivare alla fine del mese", ribadisce Berritto.

Sul piano giuridico interviene l'avvocato Felice Petillo, referente legale di Federconsumatori Campania Aps: "Va detto con chiarezza che il quadro normativo è tutt'altro che pacifico. Il D.Lgs. 201/2022 viene invocato come un automatismo, ma la sua applicabilità a un affidamento preesistente è oggetto di interpretazioni divergenti e autorevoli, che meritano una sede di confronto tecnico. Ciò che più ci compete, tuttavia, è un dato più semplice: nella trasformazione societaria non esiste alcun meccanismo che di per sé protegga il consumatore. Il controllo analogo tutela l'ente proprietario, non l'utente. La proprietà pubblica del capitale non impedisce l'aumento delle tariffe, non garantisce la partecipazione dei cittadini, non vincola il reinvestimento se non nella misura in cui lo statuto lo imponga in modo espresso e inderogabile".

È per questo, aggiunge Petillo, che il terzo aspetto è quello decisivo: "Si auspica che il passaggio totalmente in SpA in house venga rivisitato con i comitati e con le associazioni dei consumatori. Non è una cortesia da concedere, ma una partecipazione procedimentale che va garantita nel momento in cui si ridisegna la governance di un servizio essenziale. Chiedere di essere ascoltati non è ostruzionismo: è il modo perché i vincoli scritti nello statuto siano vincoli effettivi e non formule di rito".

Per Federconsumatori Campania Aps il mantenimento dell'acqua pubblica passa, dunque, per un'iniziativa precisa: il ritiro delle gare attualmente avviate dall'Ente Idrico Campano in tutte le zone della regione.

"Finché quelle gare restano in piedi, ogni rassicurazione sulla natura pubblica dell'acqua rischia di restare una parola al vento. Si ritirino le gare, si apra un tavolo con i comitati e con le associazioni dei consumatori, si scrivano vincoli che nessuna delibera futura possa smontare. Su questo non molliamo di un centimetro", conclude Berritto.