"Lo stanziamento di 100 milioni di euro in Finanziaria per l'ammodernamento della flotta peschereccia italiana, su proposta del ministro Lollobrigida, rappresenta un segnale importante e concreto per il settore, come le recenti misure a favore degli agricoltori.
Anche il percorso intrapreso dal governo in Europa per superare veti, ostacoli e contraddizioni che penalizzano le marinerie va nella direzione giusta". Ad affermarlo è il presidente nazionale di Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio.
"Pesca e agricoltura - prosegue il numero uno dell’associazione di settore del mondo cooperativistico - sono patrimonio economico, sociale e identitario dell'Italia e rappresentano una ricchezza di saperi, tradizioni, esperienze e specificità dei nostri territori.
Occorre continuare a investire, assicurare sostegno, sicurezza, welfare agli operatori e garantire condizioni di maggiore competitività, riconoscendo il giusto valore a chi produce e a chi lavora e consentendo il ricambio generazionale.
Non possiamo quindi che dare atto e merito a chi nelle istituzioni si impegna per la difesa di questo patrimonio, delle imprese dei due comparti e delle decine di migliaia di addetti che vi lavorano, raccogliendo le istanze della categoria. Difendere questi settori significa difendere il futuro del sistema agroalimentare nazionale e gettare fondamenta solide per garantire una prospettiva.
La pesca italiana ha bisogno di regole equilibrate, che tengano conto delle differenze tra areali marini, perché il Mediterraneo è diverso dall’Oceano Atlantico, oltre che della sostenibilità economica e sociale delle attività. La tutela delle risorse marine è un obiettivo imprescindibile, ma non può tradursi in una progressiva espulsione dei pescatori dal mare. La sostenibilità deve coniugare salvaguardia ambientale, innovazione, occupazione e continuità produttiva. Una linea per troppo tempo ignorata a Bruxelles.
Altrettanto importanti le risorse e gli obiettivi indicati dal decreto ColtivaItalia, in favore dell’agricoltura, con 1 miliardo di euro per il comparto, al fine di affrontare le emergenze, offrire ristoro ad imprese e lavoratori per fronteggiare l’aumento dei costi di gestione, soprattutto energetici e per carburante, per consentire margini economici maggiori agli addetti e rilanciare, anche attraverso l’innovazione tecnologica, le produzioni e la sovranità alimentare del Paese, garantendo ai consumatori cibo di qualità".
"Il nostro auspicio - conclude Scognamiglio - è che il cammino intrapreso prosegua con determinazione, che le risorse annunciate si traducano rapidamente in opportunità concrete per gli operatori e che il confronto con le organizzazioni del settore continui a essere costante e costruttivo. L’Unci AgroAlimentare continuerà a dare il proprio contributo di idee e proposte per rafforzare la centralità di due settori strategici".
