Caso Sangiuliano, Maria Rosaria Boccia a giudizio per stalking e lesioni

La denuncia presentata da Sangiuliano nel 2024 per una serie di atteggiamenti persecutori

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L’imprenditrice, già al centro di un caso che ha avuto ampia eco mediatica, è accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni

Udienza preliminare e rinvio a giudizio. Il giudice per le udienze preliminari di Roma, Gabriele Fiorentino, ha disposto il rinvio a giudizio di Maria Rosaria Boccia al termine dell’udienza preliminare. L’imprenditrice, già al centro di un caso che ha avuto ampia eco mediatica, è accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi. Il processo è stato fissato per il prossimo 6 ottobre 2026 davanti al giudice monocratico del tribunale di Roma. Sono costituite parte civile la persona offesa, l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, sua moglie e l’ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli.

Le accuse e il contesto della vicenda
Le accuse nei confronti di Boccia derivano da una denuncia presentata da Sangiuliano nel 2024 che ha ricostruito una lunga serie di presunti comportamenti persecutori nei mesi successivi alla fine della relazione tra i due. L’inchiesta ha preso in esame decine di episodi riconducibili a presunte interferenze nella vita privata dell’ex ministro, ponendo al centro del procedimento la natura di alcuni comportamenti che sarebbero andati oltre i confini di una normale relazione affettiva. Oltre alle accuse di stalking e lesioni, i pubblici ministeri contestano interferenze illecite nella vita privata di Sangiuliano e diffamazione, nonché la presentazione di false dichiarazioni nel curriculum legate a eventi che Boccia avrebbe organizzato.

Posizioni delle parti
I legali di parte civile di Sangiuliano e della moglie hanno definito «fortemente innovativa» la qualificazione giuridica dei fatti, sostenendo che l’imputazione riconosce comportamenti persecutori già nell’ambito di una relazione sentimentale e che la decisione del gup «riabilita» la posizione dell’ex ministro. La difesa di Boccia, rappresentata dagli avvocati Francesco Di Deco e Saverio Sapia, ha rigettato l’ipotesi di stalking, sottolineando che il legame tra la donna e Sangiuliano poteva essere interrotto in qualsiasi momento dallo stesso ex ministro, e contestando la fondatezza delle accuse di lesioni basate su certificati medici depositati successivamente ai fatti.