L’inchiesta, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, si inserisce in una più ampia attività della Guardia di Finanza volta a individuare posizioni di scarsa affidabilità fiscale. Al centro degli accertamenti, il corretto utilizzo delle agevolazioni previste dalla legge di Stabilità 2016, che riconosce crediti d’imposta alle imprese che investono in beni strumentali destinati a strutture produttive nel Sud Italia, e degli incentivi per la formazione del personale legati alla transizione digitale prevista dal Pnrr.
Sedi produttive inesistenti tra Siracusa e Cagliari
Le verifiche hanno riguardato due società lodigiane riconducibili allo stesso rappresentante legale. Tra il 2021 e il 2024 le aziende avevano richiesto crediti d’imposta per oltre 1,2 milioni di euro, dichiarando investimenti in sedi produttive situate nelle province di Siracusa e Cagliari, oltre a circa 150 mila euro per presunte spese di formazione del personale. I sopralluoghi effettuati dai militari nei luoghi indicati hanno però restituito un quadro netto: nessun immobile, nessuna attività e nessun elemento riconducibile alle società beneficiarie.
I corsi mai frequentati dai dipendenti
Sul fronte della formazione, l’analisi della documentazione e l’audizione dei lavoratori hanno permesso di accertare che i corsi dichiarati non sono mai stati svolti. Le spese rendicontate risultavano dunque del tutto fittizie, finalizzate esclusivamente a maturare indebiti crediti fiscali.
Denunce, sequestri e interdizioni
Il rappresentante legale è stato denunciato per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e per indebita compensazione di crediti inesistenti. Le due società sono state deferite per responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi della Legge 231/01. Il gip di Lodi ha disposto un’ordinanza di interdizione nei confronti di tre soggetti, una persona fisica e due giuridiche, oltre al sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie.
Il conto finale dell’operazione
I sequestri hanno riguardato crediti fiscali per 1,2 milioni di euro e ulteriori 567 mila euro presenti nel cassetto fiscale, quattro immobili per un valore stimato di 900 mila euro e somme liquide tra contanti e depositi bancari pari a circa 300 mila euro. Al rappresentante legale viene contestata anche l’omessa dichiarazione e il mancato versamento dell’Iva per gli anni d’imposta 2021 e 2022, per un importo complessivo di 1,5 milioni di euro.
