La presidente regionale di Copagri Campania sarà ricevuta a Palazzo Santa Lucia insieme ai dirigenti regionali dell’organizzazione. Il blocco dei trasporti degli ultimi giorni ha aggravato una crisi già pesantissima: i prodotti agricoli viaggiano quasi esclusivamente su gomma.
Allevatori costretti a gettare il latte, difficoltà nel reperire mangimi e carburanti. Chiesto un Fondo regionale
per il gasolio agricolo. Interessate le Prefetture di tutte le province campane per il riconoscimento
dello stato di crisi dei comparti più colpiti.
L’agricoltura campana è arrivata al limite e il blocco dei trasporti degli ultimi giorni ha ulteriormente aggravato una situazione già drammatica, mettendo sotto pressione la distribuzione delle produzioni, gli approvvigionamenti e la tenuta economica delle imprese.
Un’emergenza che rischia di avere conseguenze ancora più pesanti in una regione in cui i prodotti agricoli viaggiano quasi esclusivamente su gomma e in cui ogni rallentamento della logistica si traduce in maggiori costi, ritardi nelle consegne e difficoltà nel raggiungere i mercati.
Costi fuori controllo, prezzi insufficienti a garantire un reddito dignitoso e problemi crescenti nella vendita e nella distribuzione delle produzioni stanno mettendo in ginocchio le aziende, dalla vitivinicoltura all’olivicoltura, dall’ortofrutta ai cereali, fino alla zootecnia da latte, con ripercussioni sempre più pesanti sull’occupazione e sulla tenuta delle aree rurali.
Domani, a Palazzo Santa Lucia, la presidente regionale di Copagri Campania, Angela Pisacane, guiderà una delegazione composta da dirigenti regionali dell’organizzazione nell’incontro con il presidente della Regione Roberto Fico, al quale saranno rappresentate le emergenze del settore e la necessità di interventi immediati, risorse adeguate e tempi certi.
Al centro dell’incontro ci sarà la richiesta di istituire un Fondo regionale per il sostegno al gasolio agricolo, insieme a misure urgenti per garantire liquidità alle aziende, facilitare l’accesso al credito e difendere il reddito degli agricoltori, in una fase in cui l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà logistiche rischiano di compromettere ulteriormente la continuità delle attività.
"Domani porteremo al presidente Roberto Fico la voce di un’agricoltura che è arrivata al limite della sopportazione. Il blocco dei trasporti di questi ultimi giorni ha aggravato una crisi che le aziende stanno già pagando a caro prezzo, perché i nostri prodotti viaggiano quasi esclusivamente su gomma senza una logistica efficiente diventa difficile garantire la distribuzione e la vendita delle produzioni.
Non possiamo chiedere alle imprese di continuare a produrre se ogni giornata di lavoro aumenta le perdite, se i prezzi non coprono i costi e se persino reperire carburanti e mangimi diventa un problema.
Chiediamo alla Regione di assumersi una responsabilità precisa, a partire da un Fondo per il gasolio agricolo e da misure straordinarie a sostegno del reddito e della liquidità. Non andremo a chiedere promesse, ma risposte, risorse e impegni verificabili. Il tempo è scaduto e molte aziende rischiano di non riuscire più a proseguire la propria attività”, dichiara Angela Pisacane.
Particolarmente drammatica è la situazione del comparto lattiero-caseario. Le difficoltà di distribuzione e le disdette comunicate da alcuni caseifici stanno compromettendo il regolare ritiro del latte, costringendo in alcuni casi gli allevatori a gettare il prodotto.
Una situazione insostenibile, aggravata dagli elevati costi di gestione delle stalle e dalle difficoltà di approvvigionamento di carburanti, cereali e mangimi, con ripercussioni sulla continuità delle attività e sul benessere animale.
Il blocco dei trasporti ha inoltre evidenziato la fragilità di un sistema nel quale la commercializzazione
delle produzioni agricole dipende in larga misura dalla mobilità su strada. Per ortofrutta, latte e altri prodotti deperibili, ritardi e interruzioni possono tradursi in perdite economiche immediate, mentre per le aziende che già lavorano con margini ridotti anche un ulteriore aumento dei costi di trasporto rischia di rendere antieconomica la produzione.
La crisi riguarda anche le aziende vitivinicole e olivicole, penalizzate dai costi crescenti e da una remunerazione spesso insufficiente, il comparto ortofrutticolo, alle prese con problemi di commercializzazione e logistica, e quello cerealicolo, dove il divario tra costi di produzione e prezzi
di vendita mette a rischio la redditività. Filiere diverse, accomunate dalla difficoltà di garantire la
sostenibilità economica delle proprie attività.
Per questo Copagri Campania ha interessato le Prefetture di tutte le province campane, chiedendo di attivarsi, nell’ambito delle rispettive competenze, per rappresentare la gravità dell’emergenza e promuovere le iniziative necessarie al riconoscimento dello stato di crisi dei comparti vitivinicolo, olivicolo, ortofrutticolo, cerealicolo e
dell’allevamento da latte.
Copagri Campania chiede alla Regione e al Governo di mettere in campo misure straordinarie, perché la crisi agricola non riguarda soltanto le imprese, ma investe il lavoro, la sicurezza alimentare e il futuro delle comunità rurali. Ogni azienda che chiude impoverisce il territorio e riduce la capacità produttiva della Campania.
L’incontro di domani con Roberto Fico dovrà segnare un passaggio concreto: alle denunce devono seguire decisioni, alle richieste devono corrispondere risorse e agli impegni tempi precisi.
L’agricoltura campana non può essere lasciata sola mentre le aziende perdono reddito, gli allevatori sono costretti a gettare il latte e le difficoltà dei trasporti aggravano l’incertezza sulla commercializzazione delle produzioni. È il momento di intervenire, prima che l’emergenza diventi irreversibile.
