Decreto sicurezza su minorenni, Ciambriello: "Deriva pericolosa senza senso"

Il Garante campano: "Lennesima risposta punitiva e d’emergenza"

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Nuovo decreto sicurezza, più carcere per i minorenni. Il portavoce della conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello fa questa riflessione...

"I disordini registrati a Milano durante le recenti manifestazioni vengono usati come pretesto immediato per far passare l'ennesima stretta repressiva. Un weekend di tensioni è bastato per varare un nuovo Decreto Sicurezza e per far annunciare dal ministro della Giustizia Carlo Nordio l'intenzione di ampliare la capienza delle carceri minorili o addirittura destinare settori degli istituti penitenziari per adulti ai minori.

Il Governo risponde alle piazze e al disagio con la militarizzazione e con nuove sbarre, confermando una linea che punta solo alla propaganda e a nascondere il fallimento delle proprie politiche sociali. In questi anni hanno smantellato il sistema della giustizia minorile.

Una proposta irricevibile,folle. Non c'è  dubbio che la violenza,l'aggressività  vada contenuta e prevenuta,non giustificata.Mere dentro e male fuori:il governo ha cambiato ke fattispecie di reato,le ipotesi di arresto per i minori li ha equiparati agli adulti ,affievoluto i diritti e i progetti di inclusione sociale . Chiediamoci cosa sta succedendo ai nostri minori,adolescenti a metà con la morte nel cuore. Che cosa sta succedendo a noi adulti."

A dichiararlo è Samuele Ciambriello, Garante campano dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale. 

"Si parla di aprire o ampliare carceri minorili - anche dopo averne aperto tre: L’Aquila, Lecce e Rovigo - o di destinare sezioni di carceri per adulti ai giovani, come già avvenuto con il trasferimento di ragazzi alla Dozza di Bologna. Ma l'esperienza quotidiana dimostra che l'aumento dei posti letto non risolve le emergenze: le moltiplica - sottolinea Ciambriello.

"Negli Istituti Penali per Minorenni (IPM) siamo di fronte a una drammatica regressione. Dopo i disastri provocati dal Decreto Caivano, che ha fatto impennare le presenze e ridotto le alternative al carcere, oggi si aggiungono la presunzione di imputabilità per i minorenni tra i 14 e i 18 anni, l'estensione dei fermi e l'introduzione di nuovi reati di piazza. Trattare i ragazzi come presunti delinquenti prima ancora che come soggetti da educare significa smantellare decenni di pedagogia che rendevano l'Italia un modello in Europa. I minori stranierinon accompagnatiche arrivano in Italia vanno accuditi,fornati,integrati,non portati in carcere o nei Cpr".

Il Portavoce della Conferenza dei Garanti evidenzia l'effetto a catena sul piano dei diritti costituzionali e umani: "Mentre si marginalizza il ruolo dei Magistrati di Sorveglianza e della Magistratura ordinaria, si estendono i controlli sui minorenni e sui centri per i rimpatri (Cpr) e si militarizzano le città.

Tuttavia, la sicurezza non si ottiene con le sbarre o con l'esercito per le strade, ma con prevenzione, scuola e politiche sociali. Se una persona sbaglia non deve pagare,ma cambiare!"

A fronte di numeri già critici della giustizia minorile in Italia, Ciambriello rinnova un appello urgente alle istituzioni, alle Regioni, al Terzo Settore e chiede un incontro al ministro Nordio:   

"Bisogna interrompere la spirale dell'emergenza e ritornare alla cultura educativa e dell’accudimento. Serve un piano straordinario di assunzioni e formazione specifica per educatori, assistenti sociali, agenti di polizia penitenziaria e personale socio-sanitario, con figure specializzate per l'ascolto e la mediazione culturale per i tanti ragazzi stranieri soli._Chiedo pubblicamente un incontro urgente al Ministro Nordio per portargli criticità e buone prassi mostragli una fotografia in bianco e nero di quello che succede davvero all'interno degli Ipm".