L’olio d’oliva rappresenta uno dei pilastri del patrimonio agroalimentare italiano ed europeo: un settore che unisce tradizione, identità territoriale, occupazione e sviluppo economico. Per questo è necessario rafforzare gli strumenti di tutela, garantire trasparenza lungo tutta la filiera e assicurare condizioni di concorrenza realmente eque.
La modifica dell’articolo 36 dell’accordo internazionale sull’olio d’oliva, approvata in seduta plenaria al Parlamento europeo di Strasburgo, punta a consolidare la stabilità del comparto e a rafforzare i meccanismi di protezione per il settore oleicolo europeo.
"L’olio d’oliva non è soltanto un prodotto simbolo del made in Italy: è lavoro, storia, cultura e identità dei nostri territori. Per questo l’Europa deve continuare a investire nella tutela di un settore strategico per la nostra economia”, dichiara Michele Picaro, eurodeputato di Fratelli d’Italia Gruppo Ecr.
“"bbiamo bisogno di regole più forti per garantire qualità, tracciabilità e contrastare con maggiore efficacia frodi e adulterazioni. Allo stesso tempo dobbiamo difendere i nostri produttori da una concorrenza che deve essere realmente equa".
"Non possiamo chiedere alle imprese italiane ed europee di sostenere costi elevati, rispettare standard rigorosi e affrontare controlli stringenti, se poi permettiamo condizioni che rischiano di alterare gli equilibri del mercato
Penso, ad esempio, al tema delle importazioni di olio tunisino: è necessario assicurare reciprocità e condizioni uniformi, affinché non si creino squilibri competitivi a danno delle nostre produzioni. Difendere l’olio europeo significa difendere le nostre imprese, il lavoro dei produttori e il valore delle nostre eccellenze. L’Europa deve proteggere chi investe nella qualità e garantire regole uguali per tutti", conclude Picaro.
