Cia Campania: "Il biologico, fa bene all'agricoltura e alla salute"

Un tema centrale nel rapporto tra alimentazione, salute e benessere delle persone

cia campania il biologico fa bene all agricoltura e alla salute

A Napoli il confronto promosso da Anabio-Cia e Cia Campania. Di Marzo: «La sfida è coniugare qualità delle produzioni, salute dei cittadini e reddito delle imprese agricole»

Il biologico non è soltanto una scelta legata alla sostenibilità ambientale e alla qualità delle produzioni agricole, ma rappresenta anche un tema centrale nel rapporto tra alimentazione, salute e benessere delle persone.

È uno dei messaggi emersi dal confronto «Il biologico protagonista dello sviluppo agricolo sostenibile: stato dell’arte e prospettive», promosso da Anabio-Cia e Cia Campania al Naphub di Napoli, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo, della politica e della certificazione per discutere delle prospettive del comparto e delle condizioni necessarie a sostenerne la crescita. Tra gli aspetti affrontati nel corso dell’incontro, particolare attenzione è stata dedicata al valore dell’alimentazione e al ruolo che la qualità del cibo può svolgere nella tutela della salute umana.

Su questo tema si sono soffermati, su invito di Stefano Di Marzo, commissario regionale CIA Campania, sia Piero De Luca, deputato della Repubblica, sia Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania, richiamando l’importanza di promuovere un’alimentazione consapevole, fondata sulla qualità dei prodotti e su scelte alimentari attente al benessere delle persone. Il tema della salute ha così affiancato quello della sostenibilità e della competitività delle imprese agricole, ampliando il significato del biologico oltre la dimensione produttiva e ambientale.

La qualità del cibo, la conoscenza della sua origine e il rapporto con il territorio diventano elementi importanti di una riflessione che coinvolge produttori, consumatori e istituzioni.

Da qui il richiamo al valore di un’alimentazione equilibrata e alla necessità di rendere i prodotti di qualità sempre più accessibili ai cittadini. «Abbiamo voluto che il confronto sul biologico affrontasse anche il tema della salute, perché il cibo non è soltanto una merce, ma una componente fondamentale della nostra vita quotidiana – sottolinea Stefano Di Marzo, commissario regionale CIA Campania –. Oggi dobbiamo riconoscere il valore di un’alimentazione consapevole e della qualità delle produzioni, senza dimenticare che dietro ogni prodotto ci sono il lavoro degli agricoltori, la cura della terra e la responsabilità di garantire condizioni economiche sostenibili alle aziende. La sfida è costruire un sistema nel quale la tutela dell’ambiente, la salute dei cittadini e il reddito delle imprese possano procedere insieme». Nel corso dei lavori è stata affrontata anche la necessità di rafforzare le politiche a sostegno dell’agricoltura biologica, in un contesto nel quale le aziende devono confrontarsi con i costi di produzione, gli obblighi di certificazione, la burocrazia e le difficoltà di collocare sul mercato produzioni che richiedono investimenti e competenze specifiche.

La crescita del settore passa quindi dalla capacità di riconoscere un valore concreto alle produzioni biologiche, sostenendo gli agricoltori e favorendo una maggiore consapevolezza dei consumatori.

Il confronto ha visto gli interventi di Stefano Di Marzo, commissario regionale Cia Campania, Eugenio Bonavoglia, presidente Anabio Campania, Giuseppe De Noia, presidente nazionale Anabio-Cia, Giuseppe Mazzeo, dirigente della Regione Campania, Arianna Conti di Valoritalia, Marco Simiani, componente della Commissione Ambiente della Camera dei deputati, Piero De Luca, deputato della Repubblica, Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania, e Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Le conclusioni sono state affidate a Cristiano Fini, presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani.

L’iniziativa ha confermato l’importanza di un confronto che tenga insieme le diverse dimensioni del biologico, dalla sostenibilità ambientale alla qualità delle produzioni, dalla tutela della salute alla redditività delle aziende agricole. Un percorso nel quale informazione, politiche pubbliche e sostegno alle imprese sono chiamati a svolgere un ruolo decisivo per avvicinare agricoltori e cittadini.