Alla data odierna si è definitivamente chiuso il periodo concesso ai Comuni per adottare il PUC. Nessuna proroga è stata approvata e il quadro normativo non lascia spazi a interpretazioni discrezionali: il termine era perentorio e la sua scadenza produce effetti automatici. In questo contesto, diversi uffici comunali si trovano in una situazione di stallo. L’assenza di un indirizzo politico, aggravata dalla posizione dell’assessore all’Urbanistica indicato come di fatto inesistente o comunque incompatibile e ineleggibile, impedisce agli apparati tecnici di procedere. Senza una chiara assunzione di responsabilità politica, l’iter del PUC resta bloccato.
Cosa prevede la legge regionale
La normativa urbanistica è chiara. La Regione Campania è ora tenuta ad attivare i poteri sostitutivi, avviando la procedura di diffida nei confronti dei Comuni che non hanno adottato il Piano. La diffida assegna un termine ulteriore e definitivo per adempiere. Decorso anche il termine fissato dalla diffida senza che il PUC venga adottato, la legge prevede il commissariamento dell’ente. In questo caso, la pianificazione urbanistica verrebbe sottratta al Comune e affidata a un commissario ad acta nominato dalla Regione.
Effetti sul governo del territorio
Il mancato PUC non rappresenta solo un problema formale. Senza lo strumento urbanistico, restano sospese scelte fondamentali su sviluppo, edilizia, rigenerazione urbana e investimenti. Un vuoto decisionale che rischia di produrre effetti strutturali sul territorio e sull’azione amministrativa. Ora la responsabilità passa alla Regione Campania, chiamata ad applicare la legge senza ulteriori margini di rinvio. Le prossime settimane saranno decisive per capire se verrà concesso l’ultimo termine previsto o se si procederà direttamente con la nomina di un commissario, aprendo una fase delicata nei rapporti tra enti locali e governo regionale.
