La sanità italiana si trova oggi ad affrontare sfide sempre più complesse: dall'invecchiamento della popolazione alla sostenibilità economica del servizio sanitario, fino all'impiego delle nuove tecnologie e alla necessità di ripensare l'organizzazione ospedaliera.
Su questi temi abbiamo intervistato il professore universitario e avvocato cassazionista Leone Melillo, accademico italiano, che da tempo approfondisce tali questioni anche attraverso il confronto con esperti del settore, tra cui Salvatore Scognamiglio. Ne emerge una riflessione articolata sulle possibili direttrici di riforma del sistema sanitario nazionale.
Lei sostiene che il sistema sanitario regionale deve essere ripensato. Perché?
L'Italia conta ventuno sistemi sanitari regionali, ma ritengo che alcune materie non possano essere governate a livello locale. Ho avuto modo di confrontarmi su questi aspetti anche con il dottor Salvatore Scognamiglio. Penso, in particolare, alla gestione delle malattie infettive, siano esse di origine batterica o virale. Situazioni di questo tipo richiedono una strategia nazionale unitaria, capace di garantire omogeneità negli interventi, rapidità decisionale ed efficienza. Una maggiore centralizzazione consentirebbe anche di ridurre duplicazioni organizzative e costi di gestione.
Quale insegnamento può offrire il modello giapponese?
Il Giappone rappresenta un caso molto interessante perché è il Paese con la popolazione più anziana del mondo. È uno scenario che riguarda sempre di più anche l'Italia. L'invecchiamento determina un aumento costante della domanda di prestazioni sanitarie, mentre le risorse economiche restano inevitabilmente limitate. Per questo il Giappone ha adottato un servizio sanitario specificamente dedicato agli anziani. È un modello che merita di essere studiato per comprenderne l'efficacia e valutare eventuali spunti utili anche per il nostro sistema.
Quale ruolo può avere l'intelligenza artificiale nella sanità?
L'intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare l'efficienza del sistema sanitario. Può contribuire a ridurre la burocrazia, velocizzare i processi amministrativi, ottimizzare l'impiego delle risorse e diminuire i costi di gestione. Naturalmente, l'innovazione tecnologica deve essere accompagnata da adeguate garanzie sul piano etico e della tutela dei dati, ma il suo impiego costituisce ormai una prospettiva imprescindibile.
Lei propone anche una revisione del modello ospedaliero. In quale direzione?
Occorre investire nella realizzazione di ospedali organizzati secondo un modello a blocco unico, superando progressivamente la logica degli ospedali a padiglioni. In questi ultimi, infatti, lo spostamento dei pazienti tra edifici diversi per eseguire esami diagnostici o accedere ai servizi determina un maggiore impiego di personale e costi organizzativi più elevati. Un ospedale progettato come struttura integrata, con laboratori, diagnostica, radiologia e reparti strettamente collegati, consente una gestione più efficiente, un migliore utilizzo delle risorse e un significativo contenimento delle spese.
Come sta cambiando oggi la medicina?
La medicina contemporanea è profondamente diversa rispetto al passato. Stiamo entrando sempre più nell'era della medicina personalizzata, nella quale ogni paziente viene considerato nella propria specificità biologica e clinica. Pensiamo, ad esempio, agli studi sul microbioma, che evidenziano come approcci terapeutici uniformi non siano sempre adeguati. La ricerca scientifica ci orienta verso cure sempre più personalizzate, con l'obiettivo di migliorare l'efficacia delle terapie e la qualità dell'assistenza sanitaria.
Qual è, in conclusione, la priorità per il futuro della sanità italiana?
La sfida consiste nel coniugare sostenibilità economica, innovazione e qualità delle cure. Una governance più efficace, una migliore organizzazione delle strutture, l'utilizzo intelligente delle nuove tecnologie e una crescente attenzione alla medicina personalizzata rappresentano, a mio avviso, le direttrici fondamentali per costruire un sistema sanitario più moderno, efficiente e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini.
