Un tavolo nazionale per costruire il futuro del latte bufalino coinvolgendo Campania, Lazio, Molise e Puglia, regolamentando la filiera in linea con le normative europee. Costruzione di un percorso comune per creare stabilità nei rapporti fra caseifici e allevatori ed individuazione di fondi regionali per aiutare gli allevatori, alle prese con l’aumento dei costi di produzione.
Questi alcuni degli spunti dell’incontro sul comparto lattiero-caseario ospitato dal Prefetto di Caserta Sua Eccellenza Lucia Volpe alla presenza dell’assessore all’agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca e di tutti gli attori della filiera.
Al centro del confronto, il documento portato da Coldiretti Caserta dopo l'ondata di disdette inviate dai caseifici agli allevatori già dal mese di agosto. "Un evento che ha creato forte preoccupazione e instabilità - ha ribadito al tavolo il direttore di Coldiretti Caserta Giuseppe Miselli - Il latte bufalino è deteriorabile, non si conserva. La disdetta senza una contestuale proposta di nuovo contratto viene percepita come pressione e incertezza. Una filiera che vale 750 milioni, è la quinta Dop d'Italia e dà lavoro a migliaia di famiglie, non può permettersi che allevatori e trasformatori siano in perenne conflitto".
Da qui le cinque richieste che Coldiretti Caserta ha messo nero su bianco davanti al Prefetto:
L'Accordo Quadro. È la priorità. Già approvato dalle organizzazioni sindacali casertane, deve recepire la legge sulle pratiche sleali. Prevede quattro paletti: costo minimo di produzione riconosciuto agli allevatori, quantità di latte definita, tabella ufficiale sulla qualità, e contratti firmati alla presenza delle associazioni.
Controlli veri, a partire dalle cagliate.
Coldiretti Caserta ha chiesto al Prefetto e all'ICQRF di attivare quanto previsto dall'art. 14 della Legge 75/2026 con il Piano Straordinario di Controllo Nazionale. Nel mirino non solo la tracciabilità del latte fresco e congelato, ma soprattutto l'uso di cagliate acquistate sul mercato per produrre mozzarella senza latte di bufala.
Chiarezza sul latte congelato. È il nodo dell'eccedenza. Se c'è più latte, il prezzo scende. I dati al 31 agosto 2026 dicono: latte prodotto +8,35%, DOP +3,72%, latte congelato +10,75%, ma latte concentrato -70,08%.
Destagionalizzazione. La proposta portata al tavolo è spostare i parti nel periodo dell’anno quando la richiesta di Mozzarella di bufala è maggiore ed ai caseifici serve più latte, un progetto ideato con Anasb e presentato alla Regione Campania.
Prezzo trasparente. Ultimo punto, concordato con il presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone, anche lui presente all’incontro. Far partire subito a Caserta una rilevazione ufficiale e mensile del prezzo del latte bufalino, agganciata all'indice internazionale Clal.
Il Prefetto ha preso atto delle richieste, impegnandosi a farsi garante di un percorso condiviso. L’assessore Serluca ha garantito invece la vicinanza della Regione Campania e l’individuazione dei fondi giusti per far fronte al caro gasolio e all’aumento del costo delle materie prime per gli agricoltori. Il tavolo resterà aperto.
L'obiettivo, condiviso da tutti, è uno: tenere unita una filiera che conta 2.364 allevamenti e 435.979 capi in Italia, con 305mila solo in Campania, e 99 caseifici.
