"Il carcere di Carinola, nel casertano, per numero di aggressioni agli agenti, traffico di droga, numero elevato di detenuti (512) e sottodimensionamento di organico (158 unità, almeno una trentina in meno di quelle previste e una cinquantina in meno di quelle necessarie) nell’anno che si è appena concluso conferma il titolo di carcere tra i peggiori d’Italia".
Così Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato polizia penitenziaria, che annuncia per domani una visita all’istituto campano per rilanciare l’iniziativa a tutela del personale che - aggiunge - è costretto a turni massacranti di lavoro anche di 10-12 ore consecutive.
"Tra le priorità indicate: stroncare il commercio al dettaglio di droga direttamente in carcere che è un allarme come riprova il sequestro di alcune centinaia di grammi di haschisc avvenuto due settimane fa. Non sottovalutiamo che Carinola è una piazza di spaccio dietro le sbarre, situazione che ha portato a 9 arresti, cinque in carcere, altri quattro ai domiciliari, tra detenuti e loro familiari.
Ma con il personale in servizio, decisamente sottodimensionato, diventa una missione impossibile. Non saranno certo le poche unità tra le nuove assunzioni, programmate peraltro dal 2026 al 2028, a risolvere il problema, perché a mala pena e non in tutti gli istituti riescono a rimpiazzare i posti degli agenti in pensione o in pre-pensionamento o in dimissione.
Noi da tempo abbiamo messo in guardia sul nuovo corso della Mafia 2.0. Da parte dell’amministrazione penitenziaria, del Governo e della politica - continua il segretario Di Giacomo - si preferisce fare come le “tre scimmiette” (non vedo, non sento, non parlo). Noi, a partire da Carinola, intensificheremo il nostro impegno nel nuovo anno a tutela del personale e per affermare il controllo dello Stato nelle carceri specie campane, le più difficili d’Europa".
