Canile lager a Caserta, blitz dei Nas e del Servizio veterinario porta in salvo 45 cani e 10 gatti. L’operazione è scattata in uno stabile privato non lontano dal centro, dove sono trovati gli animali in condizioni aberranti: chiusi in spazi angusti tra feci, urina e sangue (alcuni erano feriti), con porte e finestre chiuse.
Solo alcuni degli animali avevano i microchip di identificazione, tutti sono stati portati nei due canili sanitari dell’Asl di Caserta, dove sono stati medicati e accuditi, e in seguito saranno sterilizzati e dati in adozione.
A guidare l’intervento del gruppo di lavoro del settore “Controlli igiene urbana” è stato il veterinario Stefano Reccia, che ha spiegato: "Gli animali erano detenuti in condizioni orribili, alcuni dei quali, inoltre erano malati o feriti.
La maggior parte dei quali erano reclusi in camere con aria irrespirabile con pavimenti e mura sporche di feci ed urina stagnante, ed altri venivano trovati in gabbie o trasportini di fortuna. Una scena terribile che ripropone un un’emergenza ancora troppo sottovalutata".
Sul nuovo lager per animali domestici scoperto nel casertano è intervenuta anche Olga Fernandes, divulgatrice, operatrice culturale e presidente dell’associazione “l’ORigano”:
"Il territorio casertano e la Campania in generale si confermano luoghi di disagio e dolore per gli animali domestici perché evidentemente ancora infestate da gente ignobile, le uniche vere bestie di tutta questa storia, persone che non si fanno scrupolo di arrecare sofferenze e danni potenzialmente anche letali solo per mettersi qualche soldo in tasca".
L’ennesima vergogna. La giornalista ha poi aggiunto: "Dopo il doveroso, grande plauso a chi è intervenuto per salvare gli animali, e in primis al dottor Reccia, vorrei fare un doppio appello. Il primo è rivolto a quei possessori di animali che forse con troppa leggerezza e superficialità, nel migliore di casi, affidano il loro cane o il loro gatto a strutture improbabili e a personaggi come minimo inaffidabili".
Il secondo appello è agli organi competenti: "Prevenire e punire, ovvero aumentare il più possibile il numero dei controlli e, dopo, infliggere sempre la pena massima prevista dalla legge. Perché far soffrire un animale non è solo segno di un’indole malata e criminale ma anche segno di una inciviltà purtroppo irredimibile".
