Casalesi, scacco alla fazione Zagaria: ecco come il clan riciclava il denaro

Montagne di soldi reinveste tra Italia, Spagna e Dubai

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Caserta.  

 

Immobili di lusso a Dubai venduti in modo fittizio, triangolazioni di denaro tra gli Emirati Arabi, la Spagna e l'Italia. È questo lo schema con cui il clan Zagaria, la frangia più "imprenditoriale" del clan dei Casalesi, avrebbe riciclato i proventi delle attività criminali: estorsioni, usura, traffico e spaccio di droga, infiltrazione negli appalti pubblici.

Lo rivelano le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, condotte insieme ai Carabinieri del comando provinciale di Caserta e del ROS di Napoli. Le operazioni hanno portato a 23 arresti il 30 marzo scorso.

Fratelli del boss in manette, nipote nel mirino

Tra i fermati figurano Carmine e Antonio Zagaria, fratelli del boss Michele Zagaria detto "capa storta", ritenuti reggenti del clan. È stato arrestato anche il nipote prediletto del boss, figlio di Beatrice Zagaria - sorella di Michele, Carmine e Antonio - identificato come vero e proprio ambasciatore all'estero degli affari del clan. Quest'ultimo, già condannato in passato come esponente di vertice del clan Zagaria e scarcerato nel 2019 per fine pena, si era trasferito a Tenerife, nelle Canarie, dove aveva aperto attività commerciali finanziate con proventi illeciti.

L'affare da oltre mezzo milione di euro a Dubai

I Carabinieri hanno ricostruito nei dettagli una manovra di riciclaggio incentrata sulla compravendita, rivelatasi fittizia, di un immobile di lusso a Dubai del valore di 560mila euro. I fatti risalgono al dicembre 2022 e ai primi mesi del 2023, quando il nipote del boss avrebbe orchestrato l'operazione finanziaria per far rientrare denaro sporco nel circuito legale.