Corruzione a Caserta, Esposito regista occulto della politica (secondo il pm)

Per la Procura era il “deus ex machina”: pressioni sull’ex sindaco Marino

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L’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere descrive Biagio Esposito come il vero regista della politica casertana. Indagati anche la figlia e il consigliere regionale Giovanni Zannini

Caserta.  

Il ruolo chiave nell’inchiesta.  È definito il “deus ex machina” della politica locale Biagio Esposito, ex assessore ed ex consigliere comunale di Caserta, al centro di una nuova indagine per corruzione coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Secondo gli inquirenti, Esposito avrebbe esercitato un’influenza determinante sulle dinamiche amministrative della città, al punto da costringere figure istituzionali a rivolgersi direttamente a lui per decisioni politiche rilevanti. Nel decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo, emerge il quadro di una figura “ingombrante”, capace di condizionare scelte e assetti interni al Comune.

Le intercettazioni e le pressioni

Tra gli elementi più significativi dell’indagine ci sono le intercettazioni. In una conversazione, lo stesso Esposito racconta di un incontro con l’ex sindaco Carlo Marino, sostenendo che sarebbe stato quest’ultimo a recarsi a casa sua per discutere questioni politiche. Secondo la Procura, non si tratterebbe di episodi isolati. Le accuse comprendono anche ipotesi di estorsione: Esposito avrebbe esercitato pressioni sull’amministrazione comunale minacciando di far cadere la maggioranza. In particolare, il meccanismo si baserebbe sull’assenza strategica della figlia Dora Esposito dal Consiglio comunale, elemento che avrebbe potuto compromettere l’approvazione di atti fondamentali come il bilancio.

Il sistema delle assunzioni

L’inchiesta prende avvio da fatti specifici avvenuti nel settembre scorso. Al centro, alcune assunzioni in società partecipate da enti locali. Secondo l’accusa, si tratterebbe di favori concessi in cambio di consenso politico. Coinvolto anche il consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini, già sospeso per altre vicende giudiziarie. Per gli investigatori, avrebbe promesso posti di lavoro a persone vicine alla famiglia Esposito in cambio di sostegno elettorale alle regionali del novembre scorso, dove ha ottenuto oltre 30mila preferenze. Tra i beneficiari figurerebbero il nipote di Biagio Esposito e il figlio di un suo conoscente.

Il contesto politico e lo scioglimento del Comune

L’indagine si inserisce in un quadro già fortemente compromesso. L’amministrazione di Caserta è stata sciolta un anno fa per infiltrazioni camorristiche, dopo una serie di arresti e indagini che avevano coinvolto amministratori e dirigenti. Secondo la ricostruzione della Procura, proprio in quel periodo di crisi politica, le pressioni di Esposito si sarebbero intensificate, sfruttando la fragilità dell’ente. Il quadro delineato dagli inquirenti descrive un sistema di potere parallelo, capace di influenzare decisioni pubbliche attraverso minacce e scambi di favori.

Le indagini in corso

Le perquisizioni hanno riguardato anche Dora Esposito, ex consigliera comunale, anch’essa indagata per corruzione. Le indagini sono ancora in corso e dovranno chiarire l’estensione del presunto sistema e le responsabilità individuali. Resta ora da capire quali sviluppi giudiziari seguiranno e se emergeranno ulteriori elementi su un’inchiesta che potrebbe avere un impatto significativo sulla politica locale.