Castel Volturno, fronte unito contro il CPR: Vescovo Lagnese e Fico dicono "No"

Al centro Fernandes domani incontro tra Chiesa e Regione Campania con le associazioni del territorio

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Castel Volturno.  

Il Centro "Fernandes" di Castel Volturno domani ospietrà  alle ore 10:00 un incontro decisivo per il percorso di opposizione avviato da questo territorio contro il progetto di costruzione del nuovo Centro per il rimpatrio di Castel Volturno. Allo stesso tavolo il vescovo della diocesi di Caserta, Pietro Lagnese, e il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per ribadire un fermo "No" alla costruzione della struttura. 

L’appello: non un centro di detenzione, ma un laboratorio di convivenza

L'appello "No ai CPR, né a Castel Volturno né altrove" non è più solo una petizione di principio. Con la partecipazione di monsignor Lagnese e di numerosi firmatari, l'evento ha messo in luce la profonda frattura tra la visione governativa  e quella della Chiesa e della Regione Campania, che chiedono di trasformare Castel Volturno in un "laboratorio di convivenza civile".

Il Vescovo Lagnese, da sempre voce critica contro l'idea di una detenzione amministrativa in una terra che conta oltre 15mila immigrati, ha chiesto di non trasformare il territorio in un luogo di marginalità. Una posizione sostenuta con forza da Roberto Fico, che ha già ribadito la volontà di Palazzo Santa Lucia di contrastare il progetto non solo con la politica, ma con azioni amministrative concrete.

41 milioni per la struttura di contenimento 

L'appalto da 41,2 milioni di euro pubblicato da Invitalia su incarico del Viminale prevede la costruzione di una struttura basata su moduli radiali, con un ballatoio di sorveglianza alto 8 metri e mezzo che richiama, nelle sue logiche di controllo, il modello del Panopticon. Un progetto che introduce per la prima volta termini come "confinamento" e "livelli di detenzione differenziati" in base alla presunta "ostilità" dei trattenuti.

Il fronte ambientale: la battaglia per "La Piana"

La protesta si gioca anche sul terreno della legalità ambientale. Il progetto, infatti, dovrebbe sorgere nell'area denominata "Parco umido La Piana", un ecosistema di 63 ettari, santuario per 15 specie protette di uccelli migratori. Le associazioni ambientaliste, supportate dal fronte del "No", hanno presentato istanza alla Regione per far riconoscere l'area come Zona di Protezione Speciale (ZPS), un atto che potrebbe di fatto bloccare il cantiere, sottraendolo alla deroga di "opera di difesa nazionale" invocata dal Governo.

Lo scontro istituzionale: Roma contro Napoli

Il Governo Meloni, tramite la voce del coordinatore campano della Lega Gianpiero Zinzi, continua a difendere il CPR come strumento indispensabile per rendere effettivi i rimpatri. Tuttavia, l'alleanza tra la Chiesa campana, le associazioni che lavorano da trent'anni sul campo e la presidenza della Regione Campania crea un ostacolo imprevisto al piano del Viminale. Nel frattempo si attende un incontro con il Ministro Matteo Piantedosi. La sfida non è più solo sul "se" costruire il centro, ma sul futuro di un intero territorio: continuerà a essere considerato un luogo da "confinare" o, come chiedono i firmatari dell'appello, un luogo da valorizzare attraverso politiche di integrazione reale?