Frana di Niscemi, emergenza senza tregua: terreno cede ancora

Il movimento franoso continua ad avanzare nel centro siciliano, altre evacuazioni

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Il fronte ha superato i 350 milioni di metri cubi, la zona rossa si estende, oltre 1.500 residenti senza più una casa

La massa franosa e l’evoluzione del fenomeno. La frana di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, resta un’emergenza aperta con un movimento di materiale stimato in circa 350 milioni di metri cubi, quantità superiore a quella del disastro del Vajont del 1963, secondo la Protezione civile. La massa di terreno instabile si sta estendendo verso aree più interne dell’abitato, costringendo le autorità a rivedere in continuo i confini della zona rossa di pericolo e i piani di evacuazione. Il fenomeno rimane attivo e la coltre di terreni saturi da piogge incessanti continua a favorire ulteriori movimenti. Oltre alla pericolosità per le costruzioni, la deformazione del suolo ha reso molte infrastrutture non sicure, con importanti criticità anche nelle vie di comunicazione locali.

Evacuazioni e impatto sulle comunità

Sono state evacuate più di 1.500 persone residenti nelle aree più vulnerabili, trasferite in strutture di accoglienza e spazi pubblici predisposti dalle autorità. Le operazioni di sgombero, coordinate dalla Protezione civile insieme ai vigili del fuoco, proseguono per tutelare chi abita nelle zone a rischio maggiore. I soccorritori hanno reso disponibili percorsi assistenziali per cittadini e animali domestici, mentre le strade principali che collegano Niscemi ad altre località sono state chiuse o limitate per garantire la sicurezza.

Risposta delle istituzioni e indagini

Il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza per le regioni meridionali colpite dal maltempo, incluse Sicilia, Calabria e Sardegna, e ha stanziato risorse iniziali per fronteggiare l’emergenza. La premier ha visitato la zona interessata dalla frana per coordinare l’intervento statale e rassicurare la popolazione sull’assistenza per gli sfollati.

Parallelamente, la Procura di Gela ha aperto un’indagine per disastro colposo in relazione alle responsabilità della gestione urbanistica e alla mancata presentazione di progetti per la mitigazione del dissesto idrogeologico con fondi disponibili negli anni precedenti, sollevando tensioni sulla prevenzione e pianificazione territoriale.

Scenari e prospettive future

Gli esperti geologi e la Protezione civile continuano a monitorare l’area con mezzi aerei e strumentazioni di precisione per valutare l’evoluzione dei movimenti e prevedere eventuali ulteriori cedimenti. La situazione rimane incerta, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse, con possibili ripercussioni sul tessuto urbano e sulla vita quotidiana degli abitanti di Niscemi.