Pd contro la conferenza sulla remigrazione: «No agli estremisti in Parlamento»

Scontro politico alla Camera per l’evento promosso dal leghista Furgiuele con gruppi radicali

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La capogruppo Pd Chiara Braga chiede alla Lega di fermare la conferenza sulla “remigrazione” prevista a Montecitorio. Critiche anche da Avs e M5S

La denuncia del Partito democratico. È il Partito democratico ad aprire il fronte politico contro la conferenza stampa in programma a Montecitorio sul tema della “remigrazione”. La capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, chiede lo stop all’iniziativa promossa dal deputato della Lega Domenico Furgiuele, denunciando la presenza annunciata di gruppi estremisti che si richiamano al fascismo e al nazismo. Per Braga consentire loro spazio nelle sedi istituzionali rappresenterebbe una grave offesa ai valori democratici.

L’appello alla Lega
Nel mirino del Pd finisce anche il gruppo parlamentare del Carroccio. Braga chiama in causa il capogruppo leghista Riccardo Molinari, sollecitando un intervento per convincere Furgiuele a fare un passo indietro. Secondo i dem, il Parlamento non può trasformarsi in una tribuna per ideologie fondate sull’odio e sulla violenza, anche alla luce di messaggi di incitamento apparsi sui social legati all’evento.

La replica del promotore
Furgiuele rivendica la legittimità dell’iniziativa, sostenendo che rientra nelle prerogative di un parlamentare la concessione di una sala per una conferenza stampa. Il deputato leghista, vicino al generale Roberto Vannacci, difende la scelta parlando di una proposta di legge depositata in Cassazione dal comitato promotore e respinge le accuse di contiguità con ambienti estremisti, accusando la sinistra di voler censurare il dibattito.

Le reazioni delle opposizioni
Alla protesta del Pd si uniscono altre forze di opposizione. Il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli parla di un oltraggio alla memoria dei costituenti. Il Movimento 5 Stelle, con il capogruppo Riccardo Ricciardi, ha scritto al presidente della Camera Lorenzo Fontana chiedendo l’annullamento dell’evento e denunciando l’ospitalità concessa a sigle dichiaratamente razziste come CasaPound.

Il nodo istituzionale
La vicenda riapre il dibattito sui limiti dell’agibilità politica nelle sedi parlamentari e sul confine tra libertà di iniziativa dei singoli deputati e tutela dei valori costituzionali. Una questione che, alla vigilia della conferenza, rischia di tradursi in un nuovo e aspro scontro tra maggioranza e opposizioni dentro e fuori l’aula.