Non è bastato nemmeno l’intervento personale della presidente del Cio, Kirsty Coventry, salita alla partenza della gara attorno alle 8.15 per cercare una mediazione. Vladyslav Heraskevych non ha accettato compromessi e il Comitato olimpico internazionale ha deciso per l’esclusione: il campione ucraino non prenderà parte alla prova di skeleton dei Giochi di Milano-Cortina.
Il casco e la regola 50
Al centro della vicenda c’è il casco scelto dall’atleta come tributo ai 24 sportivi ucraini uccisi dall’inizio dell’invasione russa nel 2022. Il Cio aveva proposto una fascia nera al braccio come segno di lutto, soluzione respinta dal portabandiera ucraino alla cerimonia inaugurale. Heraskevych ha sempre sostenuto che il casco non violi la regola 50 della Carta olimpica, che vieta manifestazioni di propaganda politica, religiosa o razziale sui campi di gara. Secondo Kiev, il messaggio rappresenterebbe un atto di memoria e non un gesto politico. Il Cio ha comunicato di aver assunto la decisione “con rammarico”.
Le lacrime di Coventry
Al termine dell’incontro con l’atleta, Coventry è apparsa visibilmente commossa. “Il suo è un messaggio di memoria e nessuno è in disaccordo”, ha dichiarato. Il tentativo di convincere Heraskevych a modificare l’equipaggiamento non ha però avuto esito.
“È il prezzo della nostra dignità”
“È il prezzo della nostra dignità”, ha scritto Heraskevych sui social. Alla partenza ha parlato di “vuoto”, invitando le televisioni a trasmettere il suo ultimo allenamento “per onorare gli atleti ritratti su questo casco”. L’atleta ha ribadito di non ritenere di aver infranto alcuna norma e ha denunciato “incoerenze” nelle decisioni e nelle dichiarazioni del Cio. “Non avrò il mio momento a queste Olimpiadi, nonostante ottimi risultati in allenamento. Credo che avrei potuto essere tra i medagliati, ma non potrò gareggiare”.
Il ricorso e la reazione di Kiev
Heraskevych ha annunciato ricorso al Tribunale arbitrale dello sport. La sua posizione è stata sostenuta dal governo ucraino e dal Comitato olimpico nazionale. Il presidente Volodymyr Zelensky ha seguito la vicenda esprimendo sostegno all’atleta. Il Cio ha replicato ricordando che nel mondo sono in corso oltre cento conflitti e che non è possibile rappresentarli tutti ai Giochi. Una posizione che Heraskevych ha definito “superficiale e rozza”, sottolineando la specificità e la portata del dramma vissuto dal suo Paese. Per l’ucraino, Milano-Cortina si chiude così prima della gara. Una decisione che riapre il dibattito sul confine tra memoria, identità nazionale e neutralità olimpica.
