Nordio: "Sistema para-mafioso al Csm". È bufera politica

Il ministro rilancia il sorteggio. Opposizioni e Anm: parole gravi

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Nuova polemica sul referendum sulla giustizia. Il ministro Carlo Nordio definisce “para-mafioso” il sistema delle correnti nel Csm. Schlein chiede a Meloni di prendere le distanze, Conte parla di fango sui magistrati

La nuova bufera politica esplode dopo un’intervista del ministro della Giustizia Carlo Nordio ai quotidiani del Nord Est del Gruppo Nem. Parlando della riforma del Consiglio superiore della magistratura e dell’ipotesi del sorteggio per superare il sistema delle correnti, il Guardasigilli ha definito quello attuale un meccanismo “para-mafioso”.

“Quando si elegge il Csm iniziano le telefonate”, ha spiegato, sostenendo che un magistrato chiamato davanti alla sezione disciplinare potrebbe trovarsi giudicato da chi gli ha chiesto il voto o viceversa. “Se non ha un padrino è finito, morto”, ha aggiunto, riaccendendo lo scontro sulla riforma.

Il riferimento è al Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno delle toghe, al centro del dibattito politico in vista del referendum.

La reazione delle opposizioni

Immediata la risposta delle opposizioni. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein parla di parole “gravissime”, chiedendo al ministro di scusarsi e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di prendere le distanze. “Assimilare i magistrati ai mafiosi è inaccettabile, soprattutto se a farlo è il ministro della Giustizia”, ha dichiarato.

Duro anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, secondo cui Nordio “getta fango” su chi lavora nella giustizia e sulla memoria dei giudici uccisi dalla mafia. Per Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra le parole del Guardasigilli sono “indecenti”.

A intervenire è stata anche l’Associazione Nazionale Magistrati, che accusa il ministro di “avvelenare i pozzi” e di offendere la memoria di chi ha perso la vita nella lotta alla criminalità organizzata. Il consigliere laico del Csm Ernesto Carbone invita ad abbassare i toni.

La replica e il riferimento a Di Matteo

Dalla maggioranza arrivano difese compatte. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami accusa le opposizioni di strumentalizzare, mentre il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli parla di “isterismo” contro un ministro che, a suo dire, starebbe portando avanti una riforma necessaria.

Nordio, intanto, non arretra. Sostiene di non comprendere “l’indignazione scomposta” e rivendica di aver citato affermazioni del magistrato Nino Di Matteo, che nel 2019 parlò di “mentalità e metodo mafioso” riferendosi al sistema delle correnti. Il ministro annuncia inoltre l’intenzione di pubblicare un elenco di dichiarazioni analoghe pronunciate in passato da esponenti del fronte contrario alla riforma.

Lo scontro politico si inserisce nel clima già acceso attorno al referendum sulla giustizia e alla proposta di modifica delle modalità di elezione del Csm. Un confronto destinato a proseguire nei prossimi giorni, mentre il tema dell’autogoverno della magistratura torna al centro del dibattito pubblico.