Meloni: «Non siamo in guerra». Informativa in Senato sulla crisi iraniana

La premier riferisce sulla situazione internazionale e prepara il Consiglio Ue

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L’Italia esclude un coinvolgimento diretto nella guerra, monitora sicurezza e prezzi dell’energia e prepara il Consiglio europeo del 19 e 20 marzo

Il quadro internazionale e la crisi iraniana. L’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Senato della Repubblica si apre con una valutazione del contesto internazionale segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalla crisi con l’Iran. La premier sottolinea come il sistema internazionale stia attraversando una fase di forte instabilità, con il venir meno di equilibri consolidati dopo l’invasione russa dell’Ucraina e l’attacco di Hamas contro Israele. In questo scenario, afferma, l’ipotesi che il regime degli ayatollah possa dotarsi di armi nucleari rappresenterebbe una minaccia globale e metterebbe in discussione l’intero sistema di non proliferazione. Secondo Meloni, l’Italia sostiene il ritorno alla diplomazia ma ritiene impossibile un negoziato finché continueranno gli attacchi iraniani verso i Paesi del Golfo. Roma, spiega, ha già rafforzato il coordinamento con gli alleati europei e internazionali per gestire la crisi e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nell’area.

«Non siamo in guerra»

Uno dei passaggi più rilevanti del discorso riguarda il possibile coinvolgimento italiano nel conflitto. La presidente del Consiglio ribadisce che l’Italia non è in guerra e non intende entrarci, chiarendo anche il tema dell’eventuale utilizzo delle basi statunitensi presenti sul territorio nazionale. Meloni ricorda che gli accordi tra Italia e Stati Uniti risalgono al 1954 e prevedono autorizzazioni specifiche per operazioni logistiche. Eventuali richieste diverse, precisa, richiederebbero una decisione parlamentare. Al momento non è arrivata alcuna richiesta in tal senso. Nel frattempo il governo ha comunque disposto alcune misure di sicurezza e prevenzione, tra cui il rafforzamento del monitoraggio antiterrorismo e la protezione degli obiettivi sensibili. Il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza e il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo restano riuniti in modo permanente per valutare eventuali rischi legati a cellule dormienti o a possibili lupi solitari. 

Energia, economia e sicurezza

Nel corso dell’informativa, la premier affronta anche le possibili conseguenze economiche della crisi. Il governo sta monitorando con attenzione l’andamento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, con il coinvolgimento dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) e del sistema di controllo dei prezzi noto come “Mr. Prezzi”, coordinato dal ministro Adolfo Urso. Se gli aumenti dovessero consolidarsi, l’esecutivo valuta l’attivazione del meccanismo delle accise mobili, che permetterebbe di ridurre le imposte sui carburanti utilizzando l’extra gettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi. Meloni sottolinea inoltre la strategia energetica italiana basata su diversificazione delle fonti, sviluppo delle rinnovabili e apertura al nucleare di nuova generazione, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia strategica del Paese.

Verso il Consiglio europeo

L’informativa al Parlamento si inserisce anche nella preparazione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, dove oltre alla crisi mediorientale saranno affrontati i temi della competitività economica e del sostegno all’Ucraina. La presidente del Consiglio ribadisce che il sostegno italiano a Volodymyr Zelensky non è mai venuto meno e che la stabilità finanziaria di Kiev resta fondamentale per la sicurezza dell’intero continente europeo. Sul piano politico, la maggioranza presenterà una risoluzione che impegna il governo a lavorare con i partner europei e internazionali per creare le condizioni di un ritorno alla diplomazia in Medio Oriente, mentre le opposizioni si preparano a depositare testi separati.