Rinnovi automatici e comunicazioni ai clienti. Tre mesi prima della scadenza di un’offerta di luce o gas, i fornitori inviano ai clienti una comunicazione con le nuove condizioni economiche che entreranno in vigore al termine del contratto. Dal 1° gennaio 2025, sulla base delle disposizioni dell’Arera, le società sono obbligate a inviare l’avviso tramite lettera o email per garantire maggiore trasparenza ed evitare aumenti inconsapevoli per i consumatori. Nonostante l’obbligo di informazione, la maggioranza degli italiani continua a ignorare questi avvisi. Secondo uno studio dell’Osservatorio di Switcho, realizzato analizzando oltre mezzo milione di bollette, solo due utenti su dieci cercano alternative più convenienti dopo aver ricevuto le nuove condizioni contrattuali. Gli altri otto restano con l’offerta rinnovata automaticamente, spesso senza rendersi conto dell’aumento dei costi.
Prezzi fuori mercato dopo il primo rinnovo
Negli ultimi mesi sono emersi casi di rinnovi con condizioni economiche molto più elevate rispetto ai prezzi medi di mercato. A segnalarlo è Redi Vyshka, cofondatore e Chief Operating Officer di Switcho, che parla di proposte di rinnovo “davvero fuori mercato”. Secondo l’analisi dell’Osservatorio, in particolare per il gas, i prezzi della materia prima arrivano in alcuni casi quasi al doppio rispetto alla media attuale. Il fenomeno è legato ai contratti sottoscritti durante la crisi energetica, quando i fornitori avevano dovuto alzare fortemente le tariffe per coprire i costi di approvvigionamento. Nel corso del 2024 molte compagnie avevano introdotto sconti anche del 30% sulla materia prima per adeguarsi alla discesa dei prezzi. Al momento del primo rinnovo, però, questi sconti non sono stati confermati, determinando un rialzo significativo delle tariffe.
Il costo per le famiglie italiane
L’impatto economico per le famiglie può essere rilevante. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Switcho, chi non controlla il rinnovo dell’offerta paga in media circa 280 euro in più all’anno rispetto alla tariffa media attuale. Il divario sale fino a 590 euro annui se il confronto viene fatto con le migliori offerte disponibili sul mercato libero. La situazione rischia di penalizzare soprattutto alcune categorie di consumatori. Tra i più esposti ci sono gli utenti con minore dimestichezza digitale, in particolare gli over 60, meno abituati a confrontare le tariffe online e più propensi a recarsi fisicamente negli store dei fornitori per attivare o modificare i contratti. Secondo Redi Vyshka, pur non trattandosi di una pratica diffusa tra tutti gli operatori, alcuni fornitori – anche molto noti – applicano rinnovi che risultano poco competitivi. Per questo diventa fondamentale leggere con attenzione le comunicazioni ricevute e valutare le nuove condizioni economiche prima che entrino in vigore.
Come evitare gli aumenti
La verifica delle condizioni di rinnovo rappresenta il principale strumento per evitare aumenti inattesi. Controllare le comunicazioni inviate dal proprio fornitore e confrontare le offerte disponibili consente infatti di capire se conviene restare con il contratto in essere o cambiare operatore.
Servizi digitali di comparazione e gestione delle utenze permettono di analizzare gratuitamente le bollette e valutare in anticipo l’eventuale convenienza di un cambio di fornitore, occupandosi anche delle procedure burocratiche necessarie.
