Scavi sulla spiaggia del Salento. A distanza di ventisei anni dalla scomparsa di Roberta Martucci, la giovane di Torre San Giovanni sparita nel nulla il 20 agosto 1999 a 28 anni, la procura torna a indagare sul litorale del Salento. Dalle prime ore della mattina dell’11 marzo sono in corso accertamenti su una spiaggia compresa tra Mancaversa e Torre Suda, in località Tabarrano. Sul posto sono presenti i carabinieri della Compagnia di Casarano, coordinati dal sostituto procuratore Alfredo Manca. Con loro anche il medico legale Alberto Tortorella, gli avvocati Salvatore Bruno e Valentina Presicce, che assistono la famiglia della donna scomparsa. A seguire le operazioni anche Lorella Martucci, sorella di Roberta. Nell’area sono arrivati mezzi e operai incaricati di eseguire gli scavi. L’obiettivo è verificare se sotto un cumulo di pietre segnalato da una testimone possano esserci resti umani riconducibili alla giovane scomparsa.
La testimonianza che riapre le ricerche
La nuova attività investigativa nasce dal racconto di una donna residente nel basso Salento, che avrebbe collegato un ricordo del passato alla vicenda leggendo un post sui social dedicato alla scomparsa di Roberta Martucci. La testimone ha parlato di un cumulo di pietre simile a una sepoltura improvvisata, da cui per mesi – secondo il suo racconto – sarebbe provenuto un cattivo odore. All’epoca il mucchio di massi era stato notato anche da altri bagnanti, ma nessuno lo aveva collegato alla sparizione della giovane. Il racconto ha spinto la procura a disporre verifiche immediate nella zona indicata, nella speranza di trovare finalmente una traccia concreta dopo anni di indagini senza esito.
I nuovi accertamenti della procura
Le operazioni di oggi arrivano dopo un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi dalla sorella Lorella Martucci insieme ad alcuni cani molecolari. Durante quell’attività sarebbero state individuate tracce considerate compatibili con la presenza di resti umani. La relazione su quel controllo è in fase di deposito e ha convinto la procura a disporre nuovi accertamenti ufficiali. Il caso, infatti, è stato archiviato per tre volte nel corso degli anni, l’ultima nel 2022, senza che fosse mai stato ritrovato il corpo della giovane. Per la scomparsa di Roberta Martucci era stato indagato anche il cognato della donna con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Gli investigatori avevano concentrato l’attenzione su alcune presunte avance che l’uomo avrebbe rivolto alla giovane, raccontate da Roberta a un’amica. Tuttavia, secondo il giudice, gli elementi raccolti non erano sufficienti per sostenere l’accusa in un eventuale processo.
La speranza della famiglia
Oggi, su quella spiaggia a pochi metri dal mare, familiari e investigatori attendono l’esito degli scavi con il fiato sospeso. Dopo oltre due decenni di segnalazioni, piste e ipotesi rimaste senza risposta, la speranza è che questa volta emergano elementi concreti. Se gli scavi dovessero portare alla luce resti umani, potrebbero aprire una nuova fase investigativa e forse dare finalmente una risposta alla famiglia di Roberta Martucci, che da ventisei anni cerca la verità sulla sua scomparsa.
