Delitto di Garlasco, verso la svolta: entro 90 giorni le carte dell’inchiesta

La nuova indagine su Andrea Sempio entra nella fase decisiva

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A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la procura di Pavia si avvicina alla fase in cui verranno depositati tutti gli atti dell’inchiesta riaperta su Andrea Sempio

Un anno dalla riapertura dell’inchiesta. Sembra passato molto più tempo, ma è trascorso poco più di un anno dalla svolta che ha riacceso il caso del delitto di Garlasco. L’11 marzo 2025 la procura di Pavia annunciò l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia in via Pascoli a Garlasco. Da allora l’indagine ha riaperto uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana. Il procedimento potrebbe arrivare a un passaggio decisivo nel giro di pochi mesi. Entro circa novanta giorni, infatti, i magistrati potrebbero depositare tutte le carte dell’inchiesta e valutare la richiesta di rinvio a giudizio. La nuova inchiesta è coordinata dal procuratore Fabio Napoleone, dall’aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, con le indagini affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano.

Il nodo del Dna e le nuove verifiche

Il punto centrale dell’indagine resta il materiale genetico trovato sotto le unghie della vittima. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, nel marzo 2025 a Andrea Sempio è stato prelevato il Dna per confrontarlo con i campioni analizzati già nel 2007. La nuova perizia genetica affidata alla biologa della polizia scientifica Denise Albani ha stabilito che il profilo genetico maschile trovato sulle unghie di Chiara Poggi è compatibile con il cromosoma Y di Sempio, seppur degradato. Un risultato che contrasta con la consulenza del processo d’appello del 2014 firmata dal genetista Francesco De Stefano, secondo cui quel materiale non sarebbe stato utilizzabile. Accanto alla questione genetica, gli investigatori stanno rivalutando altri elementi emersi negli atti originari dell’inchiesta. Tra questi figurano alcune anomalie nei verbali del 2008, telefonate effettuate a casa Poggi nei giorni precedenti all’omicidio e lo scontrino presentato da Sempio come possibile alibi per la mattina del delitto.

Il ruolo di Alberto Stasi

Il caso resta inevitabilmente legato alla posizione di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima e condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di carcere per l’omicidio. Stasi è detenuto da quasi undici anni. Secondo l’ipotesi investigativa della procura di Pavia, la nuova ricostruzione dei fatti potrebbe ridisegnare completamente la dinamica dell’omicidio e rimettere in discussione il ruolo dell’ex studente della Bocconi. Gli investigatori stanno lavorando a una ricostruzione aggiornata delle fasi del delitto, anche grazie alle consulenze affidate all’esperto informatico Paolo Dal Checco e all’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Se gli elementi raccolti verranno ritenuti sufficienti, i magistrati potrebbero chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio. In quel momento verranno resi pubblici gli elementi principali dell’accusa e si capirà se l’inchiesta potrà davvero cambiare la storia giudiziaria del caso.

Un caso che continua a dividere

Nel frattempo il caso di Garlasco continua a essere al centro del dibattito pubblico e mediatico. Trasmissioni televisive, analisi di esperti e discussioni sui social hanno trasformato l’inchiesta in uno dei procedimenti più seguiti dell’ultimo ventennio. Ma nonostante l’attenzione costante, gli atti ufficiali dell’indagine restano coperti dal massimo riserbo. Proprio per questo il deposito delle carte dell’inchiesta atteso nei prossimi mesi potrebbe rappresentare il primo momento in cui l’opinione pubblica potrà conoscere nel dettaglio le prove raccolte dalla procura.